Vittorio Rega in luce a Singapore

Autore: Com.Stampa Data: 8 Settembre 2010

Un quarto posto che mai come in questa occasione grida vendetta per i colori azzurri. Un quarto posto maturato dopo un arbitraggio a dir poco scandaloso, perché solo così può essere definito, quello che ha finito per far sfumare il sogno medaglia al fondano Vittorio Rega, sconfitto 2-1 nei quarti di finale dall’argentino Lucas Guzman ai Giochi Olimpici della Gioventù - Youth Olympic Games - di Singapore, che hanno fatto registrare la partecipazione di 61 atleti italiani: Rega è stato l’unico rappresentante azzurro nel taekwondo.
Tesserato con la Polisportiva Olimpica ’92 di Fondi e figlio d’arte - visto che il padre è il maestro Pasquale Rega, ovvero l’agente di commercio che in un colpo solo ricopre i ruoli di delegato provinciale della Federazione Italiana Taekwondo e di patron della stessa Polisportiva Dilettantistica Olimpica ‘92 di Fondi nonché dell’Asd Taekwondo Club Latina - Vittorio Rega avrebbe insomma meritato ben altra sorte contro uno degli atleti più forti del mondo che invece è riuscito a spuntarla grazie a due ammonizioni contro una: un’ingiustizia confermata in maniera inoppugnabile anche dalle immagini televisive. Alla fine la medaglia d’oro è andata all’israeliano Gili Haimovitz, l’argento all’iraniano Mohammad Soleimani (che non ha combattuto la finale per ritiro) e il bronzo a Guzman che, va sottolineato, ha due anni in più di Vittorio Rega. “Dopo la gara mi è caduto il mondo addosso - ricorda Vittorio Rega, classe 1994 e cintura nera della categoria –48 kg - Ho subito pensato: basta, lasco perdere tutto, tanto non ha senso continuare così. Poi, però, anche grazie ai consigli di mio padre ho reagito e adesso voglio iniziare la preparazione in vista degli Europei con una determinazione ancora maggiore. Ho dimostrato di valere una medaglia olimpica che non è arrivata solo per una conduzione arbitrale inconcepibile che ha lasciato allibito anche il pubblico”.
Il giovane campione della disciplina, e ormai punto fermo della Nazionale azzurra, ha dunque già voltato pagina, come conferma il maestro Pasquale Rega: “Lo sport è anche questo. Non è il primo caso di arbitraggio… discutibile che si registra anche a livello internazionale, e penso che non sarà neanche l’ultimo, purtroppo. Vittorio, dopo lo scoraggiamento a caldo, ha ritrovato serenità e ora ha una voglia incredibile di tornare a combattere. Ha iniziato col taekwondo che aveva solo tre anni e adesso che ne ha sedici ha già alle spalle due successi ai campionati europei e tre titoli italiani, oltre al fatto che ormai è in pianta stabile nella Nazionale italiana e reduce, oltre che dalle Olimpiadi giovanili, anche da un campo scuola in Corea, patria della disciplina, dove ha vinto il bronzo agli Open. Un ragazzo che fa sacrifici enormi e che si allena cinque giorni alla settimana per almeno tre ore al giorno. Per raggiungere il peso forma in vista di Singapore ha addirittura seguito una dieta ferrea”. Un ragazzo che oltretutto riesce a conciliare sport e studio nel migliore dei modi: è iscritto al Liceo Classico Gobetti di Fondi con voti eccellenti. “L’aspetto dello studio è fondamentale - aggiunge Pasquale Rega - Bisogna far capire ai ragazzi che intendono svolgere una disciplina sportiva, soprattutto con intenzioni agonistiche, che la passione per lo sport deve sempre essere accompagnata dall’impegno nello studio. Adesso, però, vorrei ringraziare la Federazione Italiana Taekwondo e tutti i rappresentanti istituzionali locali che ci hanno supportato in vista dell’avventura olimpica, a partire da Enrico Tiero”.
E per concludere va ricordato che sono ripresi i corsi di taekwondo presso le società targate Rega: la Polisportiva Olimpica ’92 di Fondi attende tutti gli interessati al “Godetti” il lunedì, mercoledì e venerdì, mentre sul fronte Asd Taekwondo Club Latina la location è quella consueta della scuola “Volta”, dove si lavorerà il martedì, il giovedì e il sabato. L’attività sportiva verrà seguita da tecnici qualificati e partirà dalle basi, vale a dire dall’attività motoria, tappa imprescindibile per l’avvicinamento a qualsiasi disciplina sportiva.