SS Pietro e Paolo, il dott. Coletta fara\' parte dello staff

Pubblicato il: 30-10-11

LATINA -- Entusiasmo alle stelle in casa SS Pietro e Paolo, per ciò che concerne il settore giovanile. A far parte dello staff è entrato il Dott. Damiano Coletta con la qualifica di medico sociale. «Il dott. Coletta noto professionista del capoluogo pontino ma ancor prima grande uomo di sport, avendo in gioventù vestito, tra le altre, la maglia del Latina calcio ha preso visione del progetto e dopo aver effettuato le proprie valutazioni ha aderito in pieno - afferma il responsabile del Settore giovanile Gianluca Viscido - Inoltre l'entrata di Damiano ha una doppia valenza sia professionale che umana, andando a chiudere il cerchio per quello che è il nostro progetto ossia la crescita, si sportiva, ma soprattutto morale e civica dei nostri iscritti partendo proprio dai più piccoli».

«Siamo orgogliosi - afferma Angelo Chianese - Che persone del calibro di Salone e Coletta facciano parte del nostro staff con la loro presenza e professionalità possono solo arricchire il bagaglio tecnico ed umano di ognuno di noi. Ogni giorno siamo qui al campo e vediamo questo sciame di bambini che giocano, si divertono allenandosi in armonia senza perdere di vista quelli che sono i sani valori dello sport, questo ci incentiva a fare di più e meglio » .


INTERVISTA Dott. Damiano COLETTA


Possiamo dire che Coletta è tornato in pista?
E’ vero in parte. Al momento svolgo semplicemente il ruolo di consulente medico esterno per il S. Pietro e Paolo e quindi mi adopererò, in maniera periodica, per divulgare le semplici regole sanitarie da seguire per la tutela sanitaria del giovane calciatore. Anche perché i miei impegni professionali non mi consentono di dare una disponibilità frequente per fare altro.

Perché Il Ss. Pietro e Paolo?
Semplicemente per la bontà e l’originalità del progetto di organizz azione del settore giovanile. Quando questa estate l’amico Gianluca Viscido è diventato responsabile del settore giovanile , mi ha fatto molto piacere che mi abbia cercato per chiedermi qualche consiglio per fare qualcosa di innovativo a livello di calcio giovanile. E così si è parlato della necessità di inserire delle figure professionali nello staff organizzativo quali uno psicologo che possa essere un riferimento sia per i genitori che per i ragazzi , un nutrizionista che sia in grado di insegnare le regole dell’alimentazione corretta, un insegnante di supporto che abbia la possibilità di seguire i ragazzi bisognosi nel dopo allenamento. E tutte queste cose , in breve tempo , sono state realizzate e faccio i complimenti al S. Pietro e Paolo per averle messe in pratica. Per questo ho accettato il ruolo di consulente medico. Dal momento che c’è un team specialistico c’è probabilmente la possibilità di divulgare una diversa “cultura” del fare calcio a livello giovanile, tentando di educare familiari, atleti e dirigenti, attraverso incontri periodici e corsi. Insomma si sta tentando di percorrere una strada diversa.

Quindi , a suo parere, in questo caso c’è un progetto ed un’attenzione diversa verso il settore giovanile?
Ci si riempie tanto la bocca sull’importanza del settore giovanile ma devo dire che poi nei fatti poche società investono sul settore giovanile. Con le regole attuali sui giovani , con la crisi economica in atto, forse la percentuale di investimento, in termini di bilancio, dovrebbe essere 60% per la prima squadra e 40% per il settore giovanile. Solo così , credo si riesca a garantire la solidità ed il futuro delle società calcistiche. Invece a quanto mi risulta nei settori giovanili si investe all’incirca il 5%, con allenatori di settore che spesso vengono sottopagati o che non son o all’altezza, proprio perché si seguono logiche di risparmio. E sappiamo quanto invece sia importante avere buoni maestri nella fase di formazione. E quindi credo che alle chiacchere si debbano far seguire i fatti , vale a dire fare investimenti reali e concreti sui settori giovanili.

Comunicato Stampa