Manifestazione contro l\'azzeramento dei finanziamenti al mondo dello sport

Pubblicato il: 01-11-11

Sotto la sede della Giunta Regionale in Via Cristoforo Colombo 212 (lato Garbatella) si svolgerà una manifestazione contro l'azzeramento dei finanziamenti al mondo dello sport e della legge sulla sicurezza negli impianti sportivi.
La Regione taglia i fondi allo sport e le tragedie sfiorate impongono una seria riflessione. La lotta dell’Associazione Alessandro Bini, che ha organizzato per giovedì prossimo un sit-in di protesta sotto il palazzo della Regione, attraverso le parole della sua Presidente.
Due giorni dal terribile incidente occorso ad un calciatore, rimasto a terra in arresto cardio-circolatorio dopo uno scontro di gioco nel corso del match tra Vigor Perconti ed Ostia Mare, categoria Allievi Elite. La paura e i brividi di quegli attimi interminabili sono svaniti e lasciano lo spazio agli interrogativi. Ogni fine settimana migliaia di giovani calciatori sono impegnati nei campionati provinciali e regionali e giocano ignari del pericolo. Troppo spesso pensiamo che non possa accadere mai l’irreparabile, troppo spesso si aspetta che succeda per riflettere e prendere provvedimenti. L'Atleta è stato salvato da un allenatore in grado di effettuare correttamente manovre di primo soccorso e di rianimazione apprese da un corso BLSD esecutore  e dall’esperienza tramandata dal padre ex-dipendente della Croce Rossa. Quanti addetti ai lavori su altri campi sono realmente in grado di effettuare correttamente tali manovre? La sicurezza non può essere questione di fortuna. Quanto sono sicure le strutture sportive dove i giovani praticano sport? Troppo spesso chi frequenta i campi sportivi scorge pali, rubinetti, muretti e cancelli troppo vicini per non costituire pericoli a bordo campo. A febbraio, nel corso della “II Giornata Regionale per la sicurezza nello sport”, la Regione Lazio aveva preso una posizione netta. Il Presidente Renata Polverini e l’Assessore Cultura Arte e Sport Fabiana Santini avevano annunciato uno stanziamento di 1,2 milioni di euro per la messa in sicurezza degli impianti sportivi laziali. Tali promesse, messe realmente in bilancio nel capitolo di spesa G32518, purtroppo sono state disattese adducendo la responsabilità alla manovra finanziaria del governo e al patto di stabilità interna. Con delusione e disappunto apprendiamo che a causa dei tagli del governo, nella manovra dello scorso agosto, la Regione Lazio afferma di non poter erogare i finanziamenti previsti per l’anno 2011 in attuazione della L.11/2009 per la concessione di contributi relativi ad interventi di miglioramento del livello di sicurezza degli impianti sportivi pubblici. Dunque i soggetti che già hanno fatto domanda in relazione ai bandi pubblicati, sia le associazioni, sia gli enti di promozioni e le federazioni, non avranno, di fatto, la possibilità di ricevere nessun contributo. Chi da tempo si batte per la sicurezza sui campi di calcio e non solo è l’Associazione Alessandro Bini, giovane scomparso nel 2008 a soli 14 anni dopo l’urto con un rubinetto a bordo campo durante una partita. Da quella tragedia è nata l’Associazione che ha organizzato il sit-in di protesta contro i tagli ai finanziamenti Regionali che si terrà giovedì 3 novembre alle 11 sotto il palazzo della Regione. Il Presidente Delia Santalucia Bini sentita telefonicamente dalla redazione Qualcio:
Presidente domenica si è sfiorata la tragedia: come commenta l’episodio di Riccardo De Luca?
Si sono a conoscenza del fatto. Fortunatamente il ragazzo è salvo perché questo allenatore aveva frequentato un corso e sapeva effettuare il massaggio cardiaco. Non tutti però sono in grado di farlo”.
Giovedì avete organizzato un sit-in di protesta, per cosa vi battete?
Noi come Associazione facciamo parte della Consulta Regionale istituita dalla legge n.11 2009  che con uno stanziamento di 750.000 euro, attraverso il bando del 2009, ha permesso a 97 impianti sportivi di compiere opere di messa in sicurezza. Voglio sottolineare che chi ha potuto beneficiare di questi fondi sono piccole società che contribuiscono ad educare giovani in realtà difficili come quelle periferiche, allontanandoli dalle strade. Le grandi società che possono permettersi spese per la sicurezza non partecipano ai Bandi. Per il 2011 erano stati stanziati 1,2 milioni di euro che adesso sono stati completamente tagliati. Noi chiediamo, consapevoli della difficoltà di questo momento economico nazionale, che almeno parte di quei fondi siano destinati allo scopo. Parliamo di fondi pubblici che provengono dalle tasche dei cittadini”.
Lei crede che le persone abbiano una reale percezione dei possibili pericoli che corrono i giovani che praticano sport?
Manca una cultura alla sicurezza perché manca una cultura della prevenzione. Proprio per questo ci battiamo, perché con i tagli si vuole anche tagliare l’informazione che è alla base della prevenzione. Le persone non sanno che vengono omologati impianti con campi sintetici all’avanguardia ma con muri a meno di un metro. Le persone non sanno che senza le semplici strisce anti-sdrucciolo anche gli spogliatoi sono pericolosi. Ci sono ancora tanti rubinetti scoperti nei campi di calcio e non solo. Le porte a bordo campo sono costate la vita di due bambini la scorsa estate. Lo sport è spesso materia di campagna elettorale, è facile dire che lo sport è vita ma io so sulla mia pelle che lo sport la vita può anche toglierla”.
La tragedia sfiorata di domenica ha riaperto il dibattito sulle ambulanze a bordo campo, lei cosa pensa a riguardo?
Avere un’ambulanza privata a bordo campo costa molto. Sono tre anni che mi batto per la mia proposta: portare, attraverso le Università, giovani studenti di medicina o di scienze infermieristiche sui campi di gioco. Gli studenti potrebbero ricevere per questa attività crediti formativi e molti potrebbero appassionarsi alla Medicina dello Sport. Così facendo le società che non possono permettersi di avere un medico privato a bordo campo sarebbero coperte gratuitamente. Purtroppo ci sono di mezzo tanti interessi e questa proposta non è mai stata presa in considerazione”.
La sicurezza dei ragazzi che praticano sport è un diritto che non può essere ignorato, la sicurezza non può essere un lusso. Il dovere principale dello Stato è quello di garantire la tutela dei cittadini. Crisi e tagli non possono gravare sempre sulle spalle dei giovani.
Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell'animo e non nel mettere a repentaglio la propria vita.

 

Comunicato Stampa