Latina, presentata la pittura murale intitolata il combattente

Pubblicato il:19-12-15

Latina - “Alle ore 17,00 del 18 dicembre, presso la Casa del Combattente di piazza S. Marco, nell'ambito delle manifestazioni promosse per celebrare l'83° Anniversario della Fondazione di Latina, è stata presentata la pittura murale intitolata “IL COMBATTENTE” (Dalla Grande Guerra alla bonifica pontina - dal fucile alla vanga) .

L'opera figurativa, ispirata al contributo dato dai reduci della 1^ Guerra Mondiale alla bonifica delle paludi Pontine, di cui, come è noto, fu artefice l' "Opera Nazionale Combattenti", è stata commissionata dall'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro - Federazione di Latina, per fare memoria, nel 1° Centenario dall'inizio della Grande Guerra, del sacrificio di tanti soldati coinvolti in quella immane tragedia e di quelli che, ad essa sopravvissuti, conquistarono, altra terra, contendendola alla natura e bonificandola. Il loro duro lavoro, svolto con grande sacrificio e spesso al costo della loro stessa vita, ha dato alla nostra comunità terre fertili da coltivare e città in cui vivere.
Il dipinto, presentato alla Città di Latina, alla presenza del Commissario Prefettizio dott. Giacomo Barbato e delle Autorità sul territorio, è una pittura murale originale delle dimensioni di circa m 4 x m 4, è stato realizzato gratuitamente da Michele MARCHIONNE, giovane figurista della nostra città. L'Istituto del Nastro Azzurro provinciale, ringrazia il Gruppo Bricofer Italia S.p.A. che ha contribuito fornendo i colori ed il materiale di consumo utilizzato.


DESCRIZIONE DELL'OPERA  DEL PROF. ENZO LISI DEL  LICEO ARTISTICO STATALE DI LATINA
"le tre cime di Lavareto rappresentano l'inizio della 1^ Guerra Mondiale, arricchito da difese passive come i cavalli di fresier e filo spinato.
Il "Combattente" tiene nella  mano dx il moschetto G91 e tutta la parte dx porta il visitatore a leggere pagine di storia cruenta che ricorda il sacrificio richiesto ai nostri soldati al fronte.
Nella mano sx stringe la vanga e il suo sguardo rivolto alle nuove terre pontine, sembra fargli godere la fine immediata della Guerra e far fiorire la terra che ha appena liberato dall'invasore. Si spoglia del proprio fucile e lavora l'arida terra promessa, piena di insidie e alta mortalità per la malaria. Le spighe di grano che sente sotto i suoi anfibi militari, usati non più come protezione all'interno di trincee fangose, ma dalla terra arata e pronta
per una nuova vita. La bonifica pontina ha visto  famiglie intere ricongiungersi, provenienti da molte parti d'Italia.  Veneti, Emiliani e Friulani la maggior parte hanno lasciato la loro terra natia, per fondarne una tutta nuova:  Littoria, inaugurata da Benito Mussolini il 18/12/1932.

 

C.S.



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