Ferentino, 72esimo Anniversario del Sacrificio di Don Giuseppe Morosini

Pubblicato il:03-04-16

Ferentino - Dopo il concerto di sabato 2 aprile, nell’Abbazia di S. Maria Maggiore, Lunedì 4 aprile si terrà il secondo appuntamento commemorativo, organizzato dell’Amministrazione comunale e Comitato Onoranze Don Giuseppe Morosini, presieduto da Primo Polletta, per il 72° Anniversario del Sacrificio del giovane “sacerdote eroe”.

Il sindaco, Antonio Pompeo: La Città di Ferentino e i suoi cittadini hanno sempre vissuto sentitamente questi appuntamenti e il Comune è sempre stato attento nel dare il giusto valore alle celebrazioni di eventi che hanno profondamente segnato la storia della nostra comunità. Una personalità che resta profondamente scolpita nella memoria della nostra collettività per la coraggiosa testimonianza, resa per la libertà e la democrazia del nostro Paese. Di fronte ad un intero popolo reso schiavo di un progetto di violenza inaudita egli scelse la ribellione. Si unì a giovani generosi come lui per combattere la barbarie nazifascista. Con un solo scopo: restituire la dignità al popolo italiano liberandolo dagli oppressori e dalla minaccia dell'annientamento.
Programma di Lunedì 4 aprile: ore 9.30 Collepero, raduno partecipanti. Ore 10.00 Cattedrale, Santa Messa; 0re 11.00 Corteo e deposizione corone presso la Casa natale, presso la Cappella nella Chiesa di S. Ippolito, dove è sepolto don Giuseppe Morosini, presso la Lapide in Piazza Mazzini, che ricorda Giovanni Ballina e Ambrogio Pettorini, trucidati alle Fosse Ardeatine; al Vascello presso il Monumento dedicato alla Medaglia d’Oro la Valor militare.
Cenni di storia. Don Giuseppe Morosini nacque a Ferentino il 19 marzo del 1913, ultimogenito di una famiglia numerosa e timorata di Dio. Avuta in tenera età la vocazione religiosa, dopo una breve esperienza nel locale Seminario diocesano, entrò nella Congregazione dei Signori della Missione, i sacerdoti fondati da S. Vincenzo de' Paoli con la finalità di soccorrere i poveri e i bisognosi. Esercitò il ministero sacerdotale dapprima a Roma, poi a Piacenza. Nel 1942 divenne cappellano militare nel 4° reggimento artiglieria Df alloggiato a Laurana. A missione ultimata, rientrò a Roma dove prestò la sua opera in Prati presso la scuola Pistelli, centro di raccolta dei ragazzi provenienti dalle zone sinistrate dalla guerra. Dopo l'8 settembre 1943 si impegnò ancor di più nell'azione sociale e politica oltre che religiosa: cominciò ad assistere spiritualmente una banda di partigiani a Monte Mario. Tradito da un “vigliacco” che si spacciò per amico e partigiano, don Morosini fu catturato dai nazisti il 4 gennaio 1944, rinchiuso a Regina Coeli nella cella 382 del 3° braccio politico tedesco e, dopo un processo-farsa, condannato a morte. Nonostante l'intervento della Santa Sede, che cercò di scongiurare l'esecuzione capitale, la sentenza venne eseguita nel Forte Bravetta di Roma il 3 aprile 1944. A don Giuseppe Morosini è stata concessa alla memoria la Medaglia d'oro al Valor militare di motu proprio. A don Morosini è ispirato il film di Roberto Rossellini Roma città aperta con Aldo Fabrizi ed Anna Magnani e lo sceneggiato televisivo, curato per la TV statunitense, Scarlatto e nero con Gregory Peck.

 

 

C.S.



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