Rifiuti e liquami nel Tevere, l'intervento di Benvenuti

Pubblicato il:23-06-11

ROMA - Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato nei giorni scorsi il depuratore Acea ATO 2 di Roma Nord, su ordine del gip del Tribunale di Roma. Il provvedimento è l'ultimo atto di un'indagine che ha permesso di accertare ripetuti malfunzionamenti nell'impianto, autorizzato alla raccolta di liquami della rete fognaria del bacino di Roma Nord ed al trattamento dei fanghi non palabili - cioè liquidi - e di altre tipologie di rifiuti dei depuratori dei comuni delle province di Roma e di Rieti. I reati ipotizzati sono la frode nelle pubbliche forniture e smaltimento illecito di rifiuti.
Le indagini hanno consentito di documentare lo sversamento nel fiume Tevere di acque reflue non correttamente depurate, in quanto addizionate di fanghi non sottoposti ai previsti trattamenti. Le conclusioni dell'attività investigativa sono state confermate dalla consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero titolare delle indagini.
L'INTERVENTO DI BENVENUTI --- “Grazie alle indagini degli uomini della Forestale si sono potuti accertare ripetuti malfunzionamenti nell’impianto gestito dalla Società ACEA ATO2 con lo sversamento nel fiume Tevere di acque reflue NON CORRETTAMENTE DEPURATE . Indagine che si è conclusa con la messa in sequestro del depuratore AceaATO2 di Roma Nord”.
Un quadro grave –dichiarano in una nota congiunta Piergiorgio Benvenuti e Fabio Rosati, rispettivamente Presidente Nazionale e Direttore Generale  del Movimento Ecologista – Ecoitaliasolidaleche ipotizza reati come la frode nelle pubbliche forniture e smaltimento illecito dei rifiuti con riferimento all’illegale smaltimento nel Tevere dei rifiuti conferiti nella vasta area dei Comuni facenti parte dell’ATO2”.
Rimane incomprensibile –proseguono Benvenuti e Rosaticome le acque del Tevere che dovrebbero essere costantemente monitorate vengano invece inquinate proprio dagli impianti preposti a depurare e che secondo le indagini in corso sono impianti  utilizzati per versare acque non trattate nello storico fiume di Roma, un danno ambientale che ovviamente giunge sino al mare della Capitale”.
Siamo fiduciosi nelle indagini in corso per l’individuazione delle responsabilità –concludono gli esponenti di Ecoitaliasolidalema ci chiediamo altresì come è potuto accadere tutto ciò e che grado di inquinamento ha prodotto, e pensare che nell’auspicio di tutti vi è la piena navigabilità del Tevere”.

F.P.



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