Ferentino, cerimonia intitolazione largo Beato Paolo VI

Pubblicato il:30-08-16

La città di Ferentino si prepara a vivere le cerimonie per ricordare il cinquantesimo anniversario della visita di Papa Paolo VI in città, il prossimo 1 settembre.
Oltre all’intitolazione del largario di piazza Duomo, verrà anche presentato il volume “Un povero cristiano”, composto da contributi originali commissionati a celebri vaticanisti e storici i quali ricordano l’avvenimento e il legame con Celestino V e che in prefazione presenta i saluti del sindaco Antonio Pompeo e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
“La visita di S.S. Paolo VI a Ferentino, il primo settembre di cinquant’anni or sono- è scritto nell’intervento del sindaco Pompeo - può essere inscritta fra gli eventi che hanno segnato la storia plurisecolare della nostra Città. Il significato di quel viaggio fu percepito, allora, come qualcosa di grandioso. E tuttavia, negli anni seguenti, altri significati si aggiunsero, altre riflessioni portarono alla luce aspetti ancora in ombra di quell’itinerario spirituale tanto entusiasmante quanto inatteso. Nuove coordinate hanno sollecitato nuove letture, anche alla luce di quanto accaduto successivamente, in quegli anni ‘70 così pieni di violenza che segnarono profondamente la vita del Papa e dell’intero Paese. Paolo VI è stato un grande Pontefice. Egli manifestò la sua grandezza in circostanze difficili, talvolta tragiche. Dal 1931, già sostituto alla Segreteria di Stato accanto al cardinale Eugenio Pacelli, fino al 6 agosto 1978, quando morì, fu un susseguirsi di eventi gravissimi, per l’Italia, per la Chiesa, per l’umanità intera. Era noto per le sue doti di equilibrio e di mediazione, e ancor più per una resistenza fisica al lavoro che sbalordiva chiunque. Fu oppresso, quasi schiacciato, dai dubbi. E, pur abituato a lottare senza tregua in ogni momento, oggi sappiamo che aveva meditato le dimissioni. Era terrorizzato dal fatto che il suo corpo non potesse reggere ai ritmi imposti dagli impegni quotidiani di un Papa. Sempre in trincea: dalle vicende terribili dell’occupazione nazista di Roma, fino agli anni di piombo. Dal tentativo estremo di salvare la vita del nostro Don Giuseppe Morosini, in quella terribile primavera del ‘44, alla supplica rivolta agli “uomini delle brigate rosse” per salvare la vita dell’amico Aldo Moro. Due insuccessi che segnano simbolicamente la vita di questo “povero cristiano” distrutto dal dolore. La visita a Ferentino, ad Anagni e a Fumone, ebbe perciò la forma di un pellegrinaggio. Ripercorrendo i luoghi di Celestino V, l’uomo Giovanni Battista Montini cercava un suggerimento divino, un conforto, per una decisione che era estremamente difficile. Decise di rimanere Papa fino alla fine. E fu un grande Papa”.
“Il Giubileo indetto da papa Francesco – aggiunge Nicola Zingaretti –  è, anche per le istituzioni, un’occasione straordinaria. Questo grande evento spirituale e religioso ci ha infatti dato la possibilità di promuovere con nuovi strumenti e con una grande partecipazione delle comunità locali del Lazio la conoscenza della nostra storia comune e, insieme, di avviare una riflessione condivisa su alcuni fondamentali temi etici. Con questo spirito, la Regione Lazio ha voluto partecipare alle iniziative che la città di Ferentino, nell’anno giubilare, dedica a un evento straordinario come la visita di 50 anni fa di papa Paolo VI e alla figura di  Celestino V, ai quali è dedicata questa pubblicazione. C’è un filo invisibile, ma molto forte, che lega Celestino V, Paolo VI e il senso profondo con cui papa Francesco ha voluto caratterizzare questo anno giubilare: il valore della misericordia, la necessità di non dimenticare gli ultimi, la profonda consapevolezza dell’altro e la necessità di promuove la giustizia sociale. I testi e le testimonianze di carità raccolte in questo libro ci restituiscono una forte trama di valori e ci coinvolgono in un messaggio di pace e comunione che non possiamo non raccogliere”.

C.S.



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