Fini a Latina per sostenere il No

Pubblicato il:22-11-16

Il dibattito sul Sì o il No al referendum promosso da Latina Bene Comune per informare i suoi iscrittti e i cittadini e aiutarli a scegliere, si arricchisce di un altro evento oltre a quelli già in programma per mercoledì 23 e martedì 29 novembre.
Giovedì 24 novembre, alle ore 18, presso il Circolo cittadino Sante Palumbo in piazza del Popolo a Latina, si terrà un incontro con Gianfranco Fini sostenitore delle “Ragioni del No”. L'evento sarà moderato dal giornalista Alessandro Panigutti, direttore del quotidiano Latina Oggi.

Note su Gianfranco Fini

Si avvicina all'organizzazione studentesca dell'MSI, la Giovane Italia (poi confluita nel Fronte della gioventù), quando con la famiglia si trasferisce da Bologna a Roma, divenendo in breve una figura di rilievo dell'organizzazione giovanile missina: nel 1973 viene nominato responsabile della scuola del Fronte della gioventù di Roma.
Nell'agosto 1976 inizia a prestare il servizio militare a Savona, poi al distretto militare di Roma e al ministero della Difesa. Durante la ferma non interrompe l'attività politica: è proprio in questo periodo che la sua carriera politica ottiene una svolta decisiva che fa di lui il "delfino" in pectore di Giorgio Almirante, segretario nazionale e leader indiscusso dell'MSI dal 1969. Nel 1980 il suo nome viene iscritto nell'elenco dei professionisti dell'ordine dei giornalisti di Roma. Nel 1983 Gianfranco Fini viene eletto per la prima volta deputato. Quattro anni dopo assume l'incarico di segretario dell'MSI, ma nel 1990 al Congresso di Rimini al suo nome viene preferito quello di Pino Rauti. Solamente un anno dopo Fini riconquista il ruolo di segretario.
Nel novembre del 1993 si presenta come candidato sindaco per Roma, dove però prevarrà Francesco Rutelli al ballottaggio. Fini incomincia a godere dell'appoggio di Silvio Berlusconi, non ancora entrato in politica.
L'anno seguente, alla vigilia dell'elezioni, Fini decide di trasformare l'MSI e, rinunciando alla vecchia ideologia missina, fonda Alleanza Nazionale (è ufficialmente eletto Presidente al congresso di Fiuggi, all'inizio del 1995) che si allea a Forza Italia, il nuovo partito fondato da Silvio Berlusconi. Il successo è ottimo, addirittura superiore alle aspettative. Alle politiche del 1996 An si ripresenta con il Polo, ma perde. Il risultato è deludente anche alle europee del 1998, quando nel tentativo di sfondare al centro si allea con Mario Segni: An non va oltre il 10 per cento. Con quest'ultimo conduce anche la battaglia dei referendum per le riforme istituzionali che però non ottengono il quorum. Alle regionali del 2000 An alleata sempre con il Polo ottiene buoni risultati portando due candidati, Francesco Storace e Giovanni Pace, rispettivamente alla presidenza del Lazio e dell'Abruzzo.
Alle politiche del 2001 Fini si presenta con la Casa delle libertà. Il 13 maggio la larga affermazione del centrodestra gli vale il ruolo di Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri nel secondo governo Berlusconi. Con le dimissioni da ministro degli esteri di Renato Ruggiero (gennaio 2002) viene candidato da più parti a prenderne il posto. Sarà poi lo stesso Berlusconi ad assumere l'incarico ad interim e sempre nel gennaio del 2002 candida Fini come rappresentare dell'Italia alla Convenzione Ue per le riforme istituzionali.
In una storica ed emblematica visita in Israele presso il Museo dell'Olocausto alla fine di novembre del 2003, Fini sul libro dei visitatori scrive "Di fronte all'orrore della Shoah simbolo dell'abisso di infamia in cui può precipitare l'uomo che disprezza Dio, sale fortissimo il bisogno di tramandare la memoria, e di far sì che mai più, in futuro, sia riservato anche a un solo essere umano ciò che il nazismo riservò all'intero popolo ebraico". Poco prima aveva ricordato "le pagine vergognose" della storia, tra cui le "infami leggi razziali volute dal fascismo". Con questo gesto e con queste parole Gianfranco Fini sembra voler tracciare una definitiva linea di separazione dal passato storico del suo partito.
Il 18 novembre 2004 Fini è nominato Ministro degli Affari Esteri. Dopo le elezioni politiche del 2008 vinte con la coalizione del Popolo delle Libertà, alla fine del mese di aprile, Fini viene eletto Presidente della Camera dei deputati.
Nel 2009 si riaccende la tensione con i vertici del partito, a cui Fini contesta la linea sui temi della giustizia e della legalità.
Il 29 luglio 2010 un documento votato dalla maggioranza dei componenti dell'ufficio di presidenza del PdL, ad eccezione dei tre esponenti finiani, sfiducia il presidente della Camera decretandone, di fatto, l'espulsione dal partito che aveva contribuito a fondare, e sancisce la rottura tra Fini e Berlusconi.

 

C.S.



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