Us Acli, Milano Cortina 2026

Pubblicato il:08-06-19

Chianciano Terme, 07 giugno 2019 - Da Eugenio Monti a Franco Nones, passando per Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Armin Zoeggeler e Stefania Belmondo. Le Olimpiadi invernali, dalla loro storia al futuro, con la speranza che il tricolore possa sventolare sull’edizione del 2026 con Milano e Cortina. Un’analisi totale, fatta da importanti giornalisti sportivi e addetti ai lavori, sulla candidatura italiana ai Giochi invernali in vista della decisione che il Comitato Olimpico Internazionale sarà chiamato a prendere il prossimo 24 giugno a Losanna. Tutti temi al centro del Corso sulla Comunicazione dal titolo ‘Olimpiadi 2026: quali opportunità’, andato in scena al Teatro Caos di Chianciano Terme nel primo giorno del secondo week end di Sport in Tour organizzato dall’Unione Sportiva Acli. Grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, al dibattito moderato dal capo della redazione sportiva dell’ANSA, Piercarlo Presutti, sono intervenuti il vice responsabile della Comunicazione del CONI, Fabrizio Marchetti, gli ex olimpionici della scherma Michele Maffei e Salvatore Sanzo, il redattore capo del Corriere della Sera, Andrea Balzanetti, il direttore di Sport Economy Marcel Vulpis e Filippo Piperno, Responsabile Comunicazione e Media Relations di Iccrea Banca. “Una storia che nasce l’8 settembre del 2016 - l’introduzione di Presutti - quando l’Ansa riceve una chiamata dal Campidoglio per dargli una notizia fondamentale per il nostro Paese: la sindaca dirà no per le Olimpiadi di Roma 2024. Quel giorno parte il sogno dell’Olimpiade 2026: bocciata Roma, l’Italia cerca uno sbocco su un’altra candidatura e nasce il sogno di Milano”. All’inizio da sola, poi nel tridente con Torino e Cortina e infine dopo il no dei Cinque Stelle con il binomio attuale Milano-Cortina. “Per la prima volta - ha sottolineato Marchetti del CONI - c’è un ‘naming’ che vede almeno due città protagoniste. È una risposta al gigantismo sfrenato che ha prodotto in passato debiti e che non risponde più al tema dei comitati olimpici mondiali”. Nel ricordare che inizialmente la “fase embrionale della candidatura di Milano fu quella di ospitare la sessione CIO del 2019”, Marchetti ha quindi specificato: “Dal report prodotto dalla Commissione di Valutazione del CIO, siamo molto soddisfatti della ‘pagella’. Dice che in particolare l’Italia si è totalmente allineata ai dettami dell’Agenda 2020. Sarà un’Olimpiade ecologica, nel dossier si considera che i ragazzi nati dopo il 2010 dovranno arrivare a riciclare i tre quarti dei rifiuti eco sostenibili. La Legacy ambientale caratterizza molto il nostro dossier”. Senza considerare i vantaggi per il Paese a livello di Pil, prevenzione della salute, corretti stili di vita, attenzione agli atleti e tutti i benefici che riguarderanno anche il mondo paralimpico con le Paralimpiadi invernali. “Le Olimpiadi invernali in Italia hanno un record che nessuno sport ha mai avuto - ha ricordato Balzanetti del Corsera - il 27 febbraio 1988 per la prima volta il Festival di Sanremo si interruppe per vedere la seconda manche di Alberto Tomba ai Giochi”. Ma oltre ai vari Tomba, Stefania Belmondo, Deborah Compagnoni ed Eugenio Monti “il personaggio più importante secondo me è stato Franco Nones, che nel ’68 vinse a Grenoble le Olimpiadi di fondo, era la prima volta che veniva sconfitto il dominio dei paesi nordici e successivamente dell’Urss”. La parola è poi passata agli ex atleti, personaggi che hanno vissuto un’Olimpiade (seppur estiva) da protagonisti: “L’Olimpiade - rileva Michele Maffei, dirigente sportivo e oro alle Olimpiadi di Monaco ’72 - è un po’ tante cose, non è solo la vittoria ma è un momento di emozione e scambio umano. Ho fatto 4 olimpiadi come atleta ma altre 4 almeno da dirigente. Controllo, sicurezza, polizia, l’organizzazione di un’olimpiade può far paura ma si può fare un’olimpiade a misura d’uomo senza speculare e cercare solo di avere Giochi a misura d’Uomo. La vera sfida è sempre tentare e provarci”. Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore Sanzo, oro ad Atene 2004 e attuale segretario generale della Federazione italiana Canoa e Kayak nonché numero uno del Coni Toscana: “Io sono a favore delle Olimpiadi: insisto nel dire che Roma e l’Italia hanno perso una grande occasione. Vivo a Roma da due anni, se ci fossero state le Olimpiadi sarebbero state una grandissima opportunità. Il messaggio da lanciare è: Olimpiadi sì, Milano-Cortina 2026 è una grande opportunità. Certo, con dinamiche chiare e coerenti”. Controcorrente invece Filippo Piperno, pur ammettendo che “con l’analisi costi-benefici non si sarebbero fatte la Fontana di Trevi o il Foro Romano”. Il responsabile Comunicazione di Iccrea Banca però ha anche fornito uno studio dell’Università di Oxford secondo il quale “tra il 1960 e il 2016 c’è stato superamento del costo medio rispetto al budget per le Olimpiadi del 156%. E si dice che alle prossime olimpiadi di Tokyo 2020 i costi si siano quadruplicati rispetto ai costi iniziali. Sì, c’è l’agenda 2020, che però rappresenta delle volontà che ci sono sempre state e sono sempre state disattese”. Chi di numeri ne ha fatto la sua mission in termini di comunicazione è Marcel Vulpis, direttore di Sport Economy, che da romano non può non sottolineare che “con Roma 2024 è stata persa una grande opportunità, è stata un sconfitta politica e della città. Il racconto di un’olimpiade moderna come Milano-Cortina ci porta a una proiezione della nostra professione nel futuro. La mia idea nasce nel 1996 quando sono andato ad Atlanta e ho conosciuto giornalisti economici che raccontavano gli sportivi dal punto di vista del marketing”. A portare i saluti iniziali, c’era il Sindaco di Chianciano Terme, Andrea Marchetti: “Ringrazio ancora l’US Acli per aver fatto questo bellissimo Sport in Tour a Chianciano. Abbiamo scommesso sul turismo sportivo, speriamo di poterci ripetere ancora per i prossimi anni”. “Come US Acli - ha aggiunto il Presidente nazionale dell’Unione Sportiva Acli Damiano Lembo - abbiamo pensato di intraprendere un percorso diverso, unire elementi culturali e di crescita formativi rispetto al nostro core business che è quello di promuovere sport. Quella è una cosa importante per noi, ma vogliamo abbinare a questo anche valori di inclusione, partecipazione e condivisione”. Giovanna Romano ha invece portato i saluti del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, mentre Emiliano Manfredonia, vice presidente vicario ACLI, ha concluso: “L’Olimpiade è stata creata per l’incontro di culture diverse, è importante l’apertura in un momento storico come questo in cui invece si respira aria di chiusura. Inclusione è anche lavoro e noi come sindacato sosteniamo i lavoratori. Per questo siamo molto preoccupati dalle multinazionali che hanno deciso di chiudere e lasciare il nostro Paese”.

Comunicato stampa



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