Di Giorgi - complementarietà tra Università e struttura ospedaliera

Pubblicato il:27-09-11

Questo territorio ha bisogno di volare alto, superando sterili polemiche Università si, Università no, perseguendo la complementarietà tra Università e struttura ospedaliera. L'integrazione, che deve avvenire anche attraverso una collaborazione interistituzionale, rappresenta l'unico modo con il quale il Servizio sanitario e l'Università, ognuno nell’ambito del proprio ruolo, possono rispondere alle esigenze dei cittadini. Auspico, quindi, che il nuovo atto di indirizzo aziendale vada verso un nuovo modello di integrazione tra Università e ospedale che consenta di superare conflitti e diffidenze nella programmazione dell’attività assistenziale e di ricerca, in un’ottica di complementarietà. Del resto, l'integrazione tra le finalità di ricovero e cura proprie del Servizio sanitario e le altre finalità di ricerca volte al miglioramento della qualità ed efficacia delle prestazioni, rappresenta uno dei principi su cui si basa il nostro modello del servizio sanitario nazionale. Tale principio organizzativo si realizza nello stretto legame tra l'attività assistenziale propria delle strutture di ricovero e cura del servizio sanitario nazionale e le attività di formazione e ricerca: un rapporto che deve essere sempre ispirato da un criterio base che è quello dell’assistenza al paziente. Questo rapporto integrato tra ospedali ed Università, è regolato da un disegno di complementarità che prevede di rendere disponibile le strutture cliniche ospedaliere per la formazione degli studenti in medicina. Lo stesso ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in un recente intervento ha auspicato una collaborazione tra le figure ospedaliere e quelle universitarie, che è funzionale anche al nuovo modello di servizio sanitario che si intende realizzare a livello nazionale, vale a dire un modello di assistenza territoriale, in un processo che dovrebbe prevedere che dal territorio il cittadino vada in ospedale solo quando è necessario e ritorni sul territorio per l’assistenza. E’ questo uno dei nodi più importanti per arrivare a una moderna organizzazione dei sistemi sanitari, dovuta a tanti fattori: dall'aumento delle malattie di lunga durata, all’aumento dell’età media della popolazione e quindi delle aspettative di vita. Un modello che si fonda su due direttrici fondamentali da cui non si deve prescindere: l’umanizzazione delle cure e la territorialità, appunto. E’ per questo che lo stesso Fazio chiede una rivisitazione e implementazione di tutte le leggi emanate in questi anni in materia universitaria e culminate con la riforma Gelmini, per arrivare a una visione complementare tra ospedali e Università, sia per quanto riguarda la formazione sia per l’assistenza. In virtù di questo va sostenuta, quindi, nel nostro territorio, la complementariertà del sistema ospedaliero con quello universitario, evitando la sovrapposizione dell’Università sulla sanità assistenziale territoriale. E’ solo in questa ottica che va inquadrata e sostenuta la presenza dell’Università a Latina. E’ quello che vogliamo per la nostra città, grande attenzione alla qualità dei servizi sanitari e, al contempo, la connotazione di Latina sempre più come città universitaria, in cui la facoltà di medicina si configuri come polo di eccellenza, senza sovrapporre le potenzialità e le professionalità esistenti all’interno delle strutture ospedaliere. Ritengo sia questo il miglior servizio che possiamo rendere ai nostri cittadini, lavorando affinché le strutture sanitarie siano all’altezza delle esigenze della comunità di Latina e dell’intera provincia. On. Avv. Giovanni Di Giorgi Sindaco di Latina

Comunicato Stampa



lapp Latina Calcio