Porcari interviene sui rifiuti

Pubblicato il:20-10-11

Il problema dei rifiuti in Italia ha assunto negli ultimi anni proporzioni tali da diventare drammatico, non solo dal punto di vista ecologico e sanitario ma anche delle tensioni sociale. Anche nel nostro territorio questo potrebbe diventare a breve un grave problema.
Oggi non possiamo non guardare con preoccupazione la questione della possibile riattivazione del termo combustore ex Bristol, oggi Corden Pharma, e la questione della ditta SEP.
Quella del termo combustore è una vicenda che nasce negli anni ’90. All’epoca Bristol e le altre industrie chimiche del territorio cercarono di costruire un unico impianto di smaltimento dei reflui chimici liquidi, che venivano trasportati con costi enormi a  Porto Marghera o a Mantova. Il progetto fallì e  la Bristol decise di realizzare un impianto di smaltimento per conto proprio, il termo combustore. L’impianto fu realizzato con la indicazione della sola chiusura del ciclo  produttivo interno.
Negli anni passati, ad ogni crisi dei rifiuti, la possibilità di utilizzare l’impianto per i reflui esterni è tornata ciclicamente in  campo. Oggi, vista anche la crisi industriale e la situazione proprio della Corden Pharma, se ne torna a parlare con insistenza. Con la preoccupazione che qualcuno si voglia far scudo proprio della situazione dei dipendenti che rischiano il posto di lavoro per avvallare quest’ operazione.
Quella della vicenda SEP, invece, nasce in questi giorni sulla stampa locale dove sono comparsi diversi articoli nei quali l’Assessore  all’Ambiente del Comune di Pontinia e diversi amministratori comunali di Sermoneta comunicano che l’impianto della Ditta SEP situata a Mazzocchio, che raccoglie o raccoglieva Rifiuti Solidi Organici, non è più attivo ma che lo stoccaggio dei materiali organici sarebbe avvenuto in un altro impianto, situato nell’area industriale del comune di Latina : una Piattaforma , si legge, temporanea che dovrebbe provvedere a smistare poi i rifiuti in altri impianti  di lavorazioni situati in altre località italiane.
Non si capisce come sia possibile spostare nell’area industriale di Latina Scalo uno stoccaggio di rifiuti che ha prodotto danni e disagi notevoli ai cittadini dell’area di Mazzocchio, senza porsi il problema dei risvolti negativi  collegati alla sua presenza in un  territorio ancora più esiguo di quello di Pontinia.
Per questi motivi il PD ha presentato un’interrogazione per sapere: se la notizia corrisponde a vero, se questa operazione è stata autorizzata dal Comune di Latina  e/o comunque dal Consorzio Industriale Roma-Latina e quali atti formali sono stati prodotti. Se esiste una comunicazione formale e se si per quale motivo non si è provveduto ad un apposito  confronto Consiliare e/o in Commissione per verificare la presenza di un progetto complessivo nel settore e, soprattutto, la presenza di tutte le autorizzazioni previste dalla Legge e le garanzie per la cittadinanza.
 Alla luce di tutto questo riteniamo necessario ed utile chiamare il Consorzio Industriale per una verifica sulle destinazioni d’uso degli insediamenti presenti e di quelli futuri per evitare che l’intera area industriale vada verso un utilizzo non più legato ai settori produttivi del territorio ma verso un polo dei rifiuti al quale il PD si opporrà in maniera netta e decisa perchè sarebbe una servitù troppo grande e altamente impattante per il nostro territorio. Inoltre vorremmo che anche l’amministrazione comunale di Latina si esponesse dichiarando qual è la propria idea in merito, sempre se ne abbiano una o non continuino a governare in questo modo approssimativo e privo di progettualità.

Comunicato Stampa



lapp Latina Calcio