FERENTINO - Grande interesse per la Giornata Ecologica

Pubblicato il:24-11-11

 FERENTINO - Il sindaco Fiorletta a mezzo stampa vuole ringraziare tutti i volontari che hanno partecipato sabato 19 u.s. alla giornata ecologica presso il Testamento Aulo Quintilio, persone davvero interessate alla valorizzazione dei beni pubblici, un’occasione d’impegno civico e sicuro esempio d’attaccamento alla Città e ai suoi monumenti. E’ stata una giornata di un grande impegno, profuso nella pulizia delle zone a verde presso quello che è giustamente ritenuto il monumento per eccellenza della Città di Ferentino, una giornata riuscita, per questo torno a ringraziare tutti i volontari e in particolare i rappresentanti delle Associazioni che collaborano generosamente in queste giornate di manutenzione: il Gruppo Volsco, con Pietro Scerrato e Franco Cecchetti, il Gruppo Cultura e Tradizioni, con gli”esperti” Mario Caliciotti ed Aniello, la Protezione Civile, i membri del Comitato Pareti. Le giornate ecologiche vogliono essere un’iniziativa che mira a sviluppare nei cittadini il senso di responsabilità e tutela per l’ambiente, il senso di rispetto per il proprio territorio e rappresentano un importante momento di scambio e dialogo tra gli amministratori e la comunità, ecco perché continuiamo a chiedere alla cittadinanza ed alle associazioni di affiancarci, non solo aderendo all'iniziativa, ma aiutandoci a promuoverla. Prima di Natale, ci sarà un nuovo appuntamento per la messa a dimora di nuove piante, lecci cipressi tiglio, ulivi e per questa occasione inviteremo a rinnovare la partecipazione le scuole della Città. L’assessore Marrocco: "La nostra responsabilità, visto che il 2011 è l’anno internazionale delle foreste, sarà dedicare particolare attenzione al patrimonio d’alberi e parchi con opere di manutenzione e nuova piantumazione con le nostre risorse per assicurare un aspetto decoroso e mantenere in maniera efficiente le piante, polmoni verdi del territorio. Il buon successo di queste giornate è segno di un rinnovato interesse per il proprio paese, una cura utile a contrastare chi invece del territorio fa scempio non solo con i rifiuti. E' intenzione dell'Amministrazione attivare iniziative con una certa cadenza, con i volontari, le associazioni, con le scuole ma anche con gli anziani, per curare le porzioni abbandonate. Tutto questo senza far venir meno l'attività di pulizia e di cura che spetta ovviamente al Comune, ma che senza l'aiuto di tutti i cittadini diventa un'impresa veramente difficile".

Testamento di Aulo Quintilio Prisco
La Fata

Situato in un contesto suburbano, è il monumento più celebre della città. Rarissimo e fatto erigere nel II secolo d.C, è ricavato su una viva roccia ed è costituito da un’edicola impostata su un basamento con pilastrini angolari. Al centro dell’edicola è inserita l’iscrizione, di carattere onorario e di notevole interesse giuridico. Essa fa memoria di un magistrato locale, appartenente alla tribù Palatina, vissuto nella prima metà del II sec. d.C di nome Aulo Quintilio Prisco, eletto 2 volte quattuorviro, quattuorviro quinquennale, pontefice e prefetto dei fabbri, nonché magistrato e patrono di Fermentino. La lunga iscrizione celebra, dunque, Aulo Quintilio Prisco ricordando le sue numerose cariche pubbliche e i benefici che procurò al popolo ferentinate. Dal testo evince che il magistrato stabilì che parte delle rendite fosse destinata alle distribuzioni gratuite alla popolazione, da effettuare ogni 5 anni in occasione del compleanno del testatore che cadeva il 10 maggio. Aulo scelse con accuratezza il sito (rivolto verso la sottostante pianura, attraversata dall’odierna Casilina), affinché chiunque avesse letto il testo del suo testamento, avrebbe potuto ammirare la feracità dei fondi da lui donati alla città e conservare perenne il ricordo delle sue virtù politiche e della sua magnaminità.

Il testo de: Il Testamento di Aulo Quintilio Prisco (52-117 d.C.)
"Aulo Quinctilio, Auli filio, Palatina, Prisco, Quatuorviro aediliciae potestatis, Quatuorviro jure dicundo, Quatuorviro quinquennali adlecto ex senatus-consulto, Pontifici,
Praefecto fabrùm, cujus ob eximiam munificentiam, quam in municipes suos contulit, senatores statuam publice ponendam in foro, ubi ipse vellet, censuere. Honore accepto, impensam remisit.
Hic ex senatus-consulto fundos Ceponianum, e Rojanum, e Mamianum, e pratum Exosconium ab republica redemit sestertiorum septuaginta millibus numero, e in avitam rempublicam reddidit: Ex quorum reditude sestertiorum quatuor millibus censualibus quod annis sexto idus maji, die natali, suo perpetuo daretur praesentibus municipibus, e incolis, e mulieribus nuptis, crustulum positum in mulsi hemina; e circa triclinium decurionibus mulsum, e crustulum, e sportula sestertiorum decem numero; item pueris curiae incrementa, e Seviris Augustalibus quibusque quinque vini eminae, crustulum, mulsum, e sestertius viritim numero; e in triclinio meo ampio in singulos homines sestertii singuli: e in orna mentum statuae e imaginum mearum respublica perpetuo sestertios triginta impendat arbitrio quatuorvirorum. Aedilium cura favorabilis esto, si pueris plebeis, sine distinctione libertatis, nucum sparsioni modios triginta, e ex vini urnis sex potionum eminas istius rationis digne incrementis praestiterint."

Il testo in italiano di Marianna Candidi Dionigi  (1756-1826)
"Ad Aulo Quintilio Prisco figlio di Aulo della Palatina Quatuorviro di edilizia potestà, Quatuorviro per amministrar la giustizia, Quatuorviro quinquennale aggiunto per decreto del Senato, Pontefice, Prefetto de' fabri, a cui per l'esimia liberalità, ch'egli usò verso i suoi concittadini, i Senatori giudicarono che si erigesse una statua a pubbliche spese nel foro, ove egli volesse. Accettato l'onore, ne ricusò le spese. Questi per decreto del Senato redense dalla Repubblica i fondi Ceponiano, Rojano, e Mamiano, ed il prato del territorio Osco, per la somma di settanta mila sesterzj, e li restituì alla Repubblica degli avi suoi, dalla rendita de' quali di quattro mila sesterzj in ciascun anno censuale sei giorni avanti gl'idi di maggio, ricorrendo il suo natale, si desse ai presenti concittadini, agli abitanti, ed alle donne maritate una focaccia posta in un'emina di vino melato, ed intorno al cenacolo ai Decurioni il vino melato, la focaccia, e la sportella di dieci sesterzj; così ai donzelli della curia gli avanzi, ed a ciascuno dei Seviri augustali cinque emine di vino, la focaccia, il vino melato, ed un sesterzio, e nel mio cenacolo grande un sesterzio per ogni uomo: e per ornamento della statua e delle mie immagini la Repubblica somministri perpetuamente trenta sesterzj ad arbitrio de' Quatuorviri. Tengasi per plausibile la cura degli Edili, se con gli avanzi della suddetta rendita destineranno trenta moggi di noci da spargersi, e sei urne di vino da distribuirsi in misurelle a pro de' fanciulli della plebe, senza escludere alcuno."

Comunicato Stampa



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