Approvato Il programma strategico regionale per la ricerca

Pubblicato il:25-07-12

 Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese (Pdl), ha approvato, a maggioranza, il Piano strategico regionale per la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011 - 2013, d'iniziativa della Giunta (proposta di deliberazione consiliare n.36 del 27/6/2011). Le risorse finanziarie complessivamente destinate alla realizzazione del programma ammontano a 237,5 milioni di euro, in parte di fonte regionale (154,5 milioni), in parte di fonte comunitaria (83 milioni). A tali risorse si andranno ad aggiungere i fondi nazionali per il cofinanziamento dell'accordo di programma quadro "Ricerca, innovazione tecnologica, reti telematiche", i cui importi sono in fase di definizione.

Con il programma strategico approvato oggi dal Consiglio regionale trova attuazione la normativa regionale in materia di innovazione e ricerca, in particolare la legge 13 del 2008 e il collegato alla finanziaria 2011 con il quale è stato istituito un fondo regionale ad hoc. La Regione Lazio intende così premiare quelle componenti della ricerca più dinamiche nell'interazione con il sistema produttivo, in particolare attraverso misure a sostegno del capitale umano altamente specializzato. Tra gli obbiettivi che la Regione Lazio si pone c'è la promozione di progetti di ricerca industriale, l'accesso delle piccole e medie imprese ai servizi specialistici e la creazione di una rete regionale di centri per la ricerca e l'innovazione.

"Sostanzialmente - ha spiegato all'Aula l'assessore al Bilancio, Stefano Cetica - ribaltiamo il paradigma che è l'università che ricerca e poi cerca di trovare delle imprese in cui questa innovazione si può adottare, un po' con il sistema della scarpetta di Cenerentola, diciamo così, che poi si va a cercare di capire a chi sta bene. Al contrario -, ha proseguito Cetica - qui partiamo dalla necessità delle imprese che chiedono alle università, ai centri di ricerca gli strumenti di cui hanno bisogno."

Il programma fissa cinque obbiettivi strategici: sostegno all'innovazione della struttura produttiva e al trasferimento tecnologico; valorizzazione della ricerca; sostegno alle iniziative pubblico-private nel settore della ricerca sperimentale; creazione di un osservatorio regionale sull'innovazione, volto soprattutto a supportare i "decision maker"; sostegno ai settori prioritari e rafforzamento dei distretti tecnologici ad alta tecnologia, introducendo, accanto ai già esistenti distretti dell'aerospazio, bioscienze e dei beni e attività culturali, il distretto delle tecnologie digitali e delle industrie creative. Il programma interviene prioritariamente nei settori aerospaziale, chimico-farmaceutico, delle bioscienze e delle biotecnologie, delle tecnologie per i beni e le attività culturali, nell'ICT e nell'audiovisivo, nel settore delle industrie creative e in quello delle energie rinnovabili.

Nel corso della discussione nell'Aula consiliare è intervenuto anche il presidente della commissione consiliare competente, la XV che ha esaminato in sede primaria il provvedimento, Giancarlo Miele (Pdl). "In questo piano triennale si è deciso di attuare una vera e propria rivoluzione copernicana - ha dichiarato Miele - che è stata accolta con un atteggiamento molto positivo da parte dei mondi dell'università, della ricerca e dell'innovazione. Sono convinto che solo con un'innovazione e una ricerca che siano legate strettamente al territorio si potrà andare sempre di più a costruire un sistema Lazio veramente competitivo e a dare, perciò, delle risposte concrete al mondo delle imprese, che in questo momento storico particolare risulta asfittico.". Anche se ha criticato la ripartizione delle risorse tra i vari settori di intervento, per Annamaria Tedeschi (Idv), "sicuramente parliamo di un piano importantissimo, di una delibera importante. Specialmente in questo momento - ha dichiarato la consigliera dell'Idv - non solo di crisi, ma addirittura di recessione, non possiamo permetterci di rimandare indietro tutti questi milioni di euro, che in effetti potevano già essere spesi, queste centinaia di milioni di euro che dovevano essere già allocate e quindi produrre Pil, ricchezza, in questa nostra Regione.". Claudio Moscardelli (Pd), nell'annunciare l'astensione del suo gruppo, ha voluto sottolineare che nel piano "ci sono elementi di continuità con la precedente programmazione che indubbiamente giudichiamo positivi. Inoltre - ha proseguito Moscardelli -, ci sono ulteriori elementi che rafforzano l'idea di puntare sul tema del trasferimento della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo sui processi produttivi e sui prodotti delle nostre aziende.". Tuttavia, secondo Moscardelli, nel programma "manca un punto importante - come ha spiegato all'Aula - un punto che è un vero e proprio salto di qualità, cioè la vera e propria formazione di poli di ricerca che non possono che nascere dalla collaborazione non solo fra università e imprese ma anche con il partenariato istituzionale.". L'apprezzamento dell'Udc è stato manifestato all'Aula da Roberto Carlino.

La soddisfazione del presidente Abbruzzese
Soddisfatto il presidente del Consiglio regionale, Abbruzzese, il quale ha dichiarato: "E' una risposta concreta alla domanda di sviluppo e di semplificazione - si legge in una nota dell'agenzia Dire - che ci viene dal tessuto imprenditoriale regionale e che sono certo avrà delle positive ricadute sull'occupazione e sul sociale.".
"E' indiscutibile - prosegue Abbruzzese - il valore che assumono la ricerca e l'innovazione tecnologica per sostenere lo sforzo di rilancio della nostra economia: con un miglioramento decisivo delle performances aziendali si può puntare a migliorare l'orizzonte produttivo delle Pmi diffondendo, oltre alle best practices anche una cultura dell'innovazione. Cultura che - conclude Abbruzzese - come ampliamente dimostrato da tanti studi, rappresenta il valore aggiunto nella creazione di reddito e che può essere elemento discriminante per invertire i destini di una crisi che ormai da tempo paralizza l'intero settore produttivo.".


La dichiarazione del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini,

Il Programma strategico regionale per la ricerca, approvato anche dal Consiglio regionale, è uno strumento fondamentale per dare nuovo impulso al settore della ricerca e proseguire sulla strada dell’innovazione tecnologica del nostro tessuto produttivo e industriale, con ricadute positive per lo sviluppo complessivo del Lazio”. Lo dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dopo il via libera del Consiglio regionale al Programma strategico regionale sulla ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico.

Ringrazio il Consiglio e la commissione per il lavoro svolto – prosegue Polverini  -, un  provvedimento importante che vale  237 milioni di euro destinati alla ricerca e innovazione delle Pmi, cui si aggiungono altri 60 milioni di euro per la programmazione degli anni 2013 e 2014, in settori  strategici per questa Giunta e che stiamo valorizzando con iniziative e interventi concreti. Il Piano non solo sostiene i distretti  tecnologici già esistenti ma pone le basi per la creazione del distretto delle tecnologie digitali e delle industrie creative. Con questo Programma ci siamo assunti la responsabilità di orientare importanti risorse sulla ricerca ed innovazione, con ricadute dirette e concrete sul nostro territorio,  per il tessuto produttivo, ma anche per i lavoratori. Sono proprio gli investimenti in ricerca e innovazione le condizioni determinanti e imprescindibili per lo sviluppo dell’economia, soprattutto in una fase critica come quella attuale, in cui il mondo produttivo deve essere competitivo con un mercato sempre più globale ed è chiamato non solo a mantenere gli attuali livelli occupazionali, ma a creare nuove opportunità di crescita.
Il provvedimento rappresenta una vera e propria “rivoluzione copernicana” per questo ambito: per la prima volta, infatti, si parte dalle esigenze delle imprese che vogliono innovare per destinare gli investimenti in ricerca e innovazione a cui sono chiamati a collaborare università ed enti di ricerca. Tra gli interventi prioritari sono stati individuati, oltre all’innovazione delle strutture produttive e il trasferimento tecnologico, il sostegno e il rafforzamento dei distretti tecnologici, la realizzazione di progetti strategici regionali, ma anche il monitoraggio e la valutazione degli effetti attesi”.

G.P



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