Bambini spaventati dal burqua

Pubblicato il:17-09-10

SONNINO - Immaginate una donna islamica, con tanto di burqua - in un paesino di cinquemila anime appena - accompagnare il proprio figlio a scuola. Dicono di non essere mosse da razzismo le mamme del piccolo paese di Sonnino  che chiedono alla signora di origini marocchine di scoprire almeno bocca e occhi quando entra nell'atrio dell'asilo. La storia che potrebbe essere ambientata in un tranquillo paese di marca leghista viene raccontata oggi dal quotidiano 'La Provincia' di Latina, partendo dal timore che alcuni bimbi, immediatamente appoggiati della proprie madri, avrebbero dimostrato nel vedere quella che chiamano "la maestra nera".
«NIENTE CONTRO DI LEI» - Le preoccupazioni si direbbero quasi 'classiche'. «Sotto il lungo vestito potrebbe nascondersi chiunque, anche un malintenzionato che avrebbe libero accesso nella scuola», affermano alcune mamme che hanno espresso i loro timori, ad oggi solo verbalmente, anche al dirigente scolastico, sindaco e carabinieri di Sonnino. Si legge ancora nell'articolo: «Ci farebbe piacere poter scambiare qualche parola con lei all’ingresso e all’uscita dei bimbi - dicono ancora- anche per entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra. L’unica cosa che chiediamo è che dentro l’atrio della scuola scopra almeno gli occhi e la bocca. Con un semplice gesto rassicurerebbe noi mamme sulla sua identità e i nostri figli capirebbero che sotto il vestito scuro non c’è nessuna ‘maestra nera’ ma solo una signora come le altre che porta il suo bel bambino all’asilo».
RACCOLTA DI FIRME - Una vita riservata e tranquilla quella condotta sino ad oggi dalla famiglia islamica, che oggi potrebbe venire scossa da così tanta attenzione. Ma tra la curiosità e la diffidenza, spesso è più forte la prima. Le mamme pensano di dover tutelare la sicurezza dei propri figlia, e meditano una raccolta di firme per ufficializzare il proprio malcontento. L’obiettivo potrebbe essere quello di arrivare direttamente al sindaco, affinchè emetta un’ordinanza che possa salvaguardare sia le preoccupate famiglie, sia la dignità di chi professa un’altra religione. Ma sino ad oggi, nel paese Italia, in pochi casi si è riusciti a contemplare tutto questo.

Michele Marangon



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