Piste ciclabili, un'utopia

Pubblicato il:10-10-10

Totale ribaltamento della realtà”. Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo l’articolo dal titolo “Andar per Monti” a pag. 8 di Latina Oggi scritto da Alessandro Allocca. Nel pezzo si spiega di come il fenomeno del cicloturismo sia in costante crescita e di come le varie Autorità politiche locali si stiano mobilitando per venire incontro alle esigenze dei ciclisti. Scrivere e prospettare una situazione rosea ed incoraggiante è facile peccato che, allo stato attuale, per gli amanti delle “due ruote” la realtà dei fatti sia tragica. Mi spiego meglio. Nella nostra Provincia le persone che praticano ciclismo, a vario livello, sono moltissime. Sommariamente si può affermare che esistono sostanzialmente due categorie di bikers: agonisti e turisti. I primi si cimentano in gare (strada, ciclocross e mtb); i secondi usano la bicicletta essenzialmente per migliorare la propria condizione fisica senza il bisogno di misurarsi con gli altri. E’ arcinoto come organizzare una competizione, oggi, richieda uno sforzo immane. Le autorità, salvo rare eccezioni, non vengono incontro agli organizzatori che si devono districare tra una complessa burocrazia sostenendo immani sforzi economici. A causa di quanto appena detto organizzare competizioni che richiamino corridori da diverse regioni d’Italia è impresa assai ardua nonostante il territorio offra una varietà di percorsi e di tracciati da far impallidire il Trentino Alto-Adige. A completare la situazione, da qualche anno, il Prefetto ha imposto, durante i mesi estivi che rappresentano il periodo clou per il ciclismo, la sospensione di ogni tipologia di gara ciclistica. Quello appena descritto e’  lo scenario che si prospetta agli agonisti. Per gli appassionati di cicloturismo la situazione è ancora più grave. Nel nostro territorio, basta consultare le ultime statistiche, sono praticamente inesistenti le piste ciclabili. L’unica degna di questo nome è la Latina – Lido ma, visto le numerose persone che la frequentano, è diventata inadeguata. Nell’articolo si fa riferimento esplicito a dei tragitti che solcano i Monti Lepini ma, da frequentatore assiduo di tali zone, non ho mai avuto il piacere di pedalare su un percorso adatto ai cicloturisti. Bisogna sottolineare comunque che la Comunità Montana ha fatto istallare della segnaletica che indica alcuni tracciati (vedere la foto) ma tali cartelli sono ai lati di vie soggette ad un alto tasso di traffico e di incidenti. Un esempio su tutti quello di via Le Pastine che congiunge Latina Scalo a Sermoneta. Sarebbe quindi interessante capire come un gruppo di cicloturisti possa divertirsi su una strada in cui c’è il reale pericolo di essere investiti. Qualche anno fa’ ricordo che l’Apt di Latina ha creato delle brochure in cui erano presentati diversi percorsi adatti agli appassionati di mtb ed escursionisti. Sfortunatamente tali sentieri, molti dei quali richiedono doti tecniche e poco si adattano a ciclisti novizi, sono nell’oblio più totale. Segnaletica assente, discariche improvvisate, vegetazione non curata e … cancelli che ostruiscono il passaggio. Il territorio pontino avrebbe le carte in regola per diventare un paradiso per i ciclisti ma, affinché ciò diventi realtà, “di strada se ne deve fare ancora tanta.”

Il Membro della Commissione Nazionale di Ciclismo
Francesco Paris

Francesco Paris



lapp Latina Calcio