Bruno Federico:"Latina ora ha bisogno di rivincita"

Pubblicato il:26-04-11

E' per questo che ho accettato senza esitazioni l'offerta che mi è stata fatta. Con la convinzione che la mia candidatura avrebbe potuto contribuire a costruire una città migliore Ne abbiamo molto bisogno. Ci sono, di fronte a noi, le grandi opportunità di un mercato sempre più grande, di un turismo sempre più globalizzato, Ed assieme a queste opportunità vi sono i problemi di una concorrenza sempre più forte, di un'insicurezza crescente, di società che bisogna imparare in fretta ad integrare. E quando tutto cambia noi dobbiamo sapere cambiare e dobbiamo saperlo fare in fretta perché la velocità è un'altra delle caratteristiche del nostro tempo: e, certo, dobbiamo usare il cuore, ma, soprattutto dobbiamo sapere usare il cervello! Per farlo è necessario uno scatto deciso, un colpo di reni. E' necessario costruire un'amministrazione che sia effettivamente capace di aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese della nostra città a crescere; una città che spinga all'eccellenza e che promuova politiche di inclusione. Questa la sfida di fronte a noi: una sfida difficile, e proprio per questo bellissima.. Bisogna lavorare per costruire una Città più forte: con un apparato produttivo più specializzato nei settori ad elevata tecnologia e capace di un dialogo continuo con l'Università, con una formazione orientata alle esigenze dello sviluppo, con la capacità di attrarre investimenti  e di stare sui mercati nazionali da protagonista, con un turismo che riesca a catturare i grandi flussi che arriveranno dai paesi che solo ora si aprono all'economia globale. Ma non è solo questione di una città poco competitiva, questi mesi mi hanno anche restituito l'immagine di una città con forti ingiustizie al suo interno: una città e con un tasso di povertà  elevato in alcune delle sue aree, con un forte divario territoriale, con molta esclusione ed emarginazione. Per capirlo bisogna guardare oltre la propaganda. Chi conosce la realtà della nostra città da vicino sa che ci sono troppi debiti e troppe spese inutili; patrimonio ambientale, non ha aiutato veramente il mondo della produzione e del lavoro, non è riuscito a realizzare le infrastrutture necessarie allo sviluppo della città E senza la bussola di una strategia politica, spesso ognuno è andato per la sua strada: e così ritornano distribuzioni a pioggia e clientele, favoritismi e spese fuori controllo, lottizzazioni e mancate promesse. E' contro questo che indico un altro modo di governare la nostra città, è contro questo che ho ascoltato, in questi mesi, le idee di chi voleva cambiare direzione di marcia: le idee delle associazioni e degli amministratori, degli operatori e degli osservatori, delle famiglie e dei cittadini. Il risultato del dialogo è, oggi, questo volume nel quale abbiamo fatto convergere le nostre riflessioni sui problemi della città e le idee per risolverli,. Sono idee che toccano molti punti: dallo sviluppo, alla solidarietà.. Sono proposte che cominciano dalla macchina amministrativa ossia dal modo in cui sono concepiti i rapporti tra comune, amministrazioni locali, imprese e cittadini. Voglio cambiare, prima di tutto, il modo di gestire la cosa pubblica.. mi impegno, in questo senso, a presentare entro il 2011 progetti che vogliamo pensati dai migliori cervelli specialistici e con la più ampia partecipazione democratica, con l'idea di una città rispettosa del territorio e proiettato in una dimensione globale. In questo modo si riprenderà ad investire nello sviluppo e non solo nella crescita. Voglio dare una missione economica alla città, individuando i poli di competitività, le aree di eccellenza e focalizzando su di esse le risorse e gli sforzi delle numerose istituzioni di ricerca già presenti nel Lazio. In una città con tante intelligenze è uno spreco inaccettabile che non si sviluppi un'industria avanzata. E' un'alleanza tra ricerca ed industria quella che propongo, che si sostanzierà nella concentrazione degli interventi, nello scambio di esperienze, nella promozione di una vera e propria rete che leghi chi investe e chi ricerca. Ma non ci sono solo le produzioni di punta. Sono convinto che in questo modello di sviluppo la cultura e il turismo debbano essere al centro. E' tempo che la nostra città  giochi sullo scenario il ruolo che le compete. Qui noi siamo veramente leader: dobbiamo crederci e comportarci come tali. Perché un sistema potenziato di aree protette è capace di attirare turisti, sia perché abbiamo l'opportunità di sviluppare tecnologie ecocompatibili nell'industria e nelle costruzioni. Queste sono alcune idee per costruire una città efficiente. Ma il mio obiettivo è anche costruire una città giusto, un città della solidarietà. Così come propongo una lotta al lavoro precario. C'è n'è troppo, specie tra i giovani e tra le donne, e non abbiamo ancora sviluppato strumenti per sostenere i lavoratori nel passaggio da un lavoro ad un altro... Vogliamo poi affrontare con decisione la questione casa, una questione che è per molti abitanti di Latina il problema dei problemi; è il primo capitolo di una politica per la persona e per la famiglia, ma anche una questione cruciale per consentire ai giovani di progettare il loro futuro. E, per me, fare politica è, soprattutto, disegnare il futuro. Per questo le giovani generazioni hanno una posizione centrale nel mio programma

  Bruno FEDERICO
Candidato al comune di Latina
 

Comunicato Stampa



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