Il TAR rimane a Latina

Pubblicato il:03-04-15

Il Governo Renzi, valutando una serie di richieste, ha annunciato che salverà  il Tar di Latina dalla chiusura. Il sindaco di Latina,  Giovanni Di Giorgi,  dichiara:
“Esprimo la mia grande soddisfazione per la decisione relativa alla mancata soppressione della sede del Tar di Latina. Finalmente anche il Governo Renzi si è reso conto che la paventata operazione di spending review sarebbe stata un inutile e dannoso taglio di una istituzione molto importante per il nostro territorio. Mi sono a lungo battuto, insieme ai sindaci di Parma, e Pescara, per raggiungere questo risultato ed oggi i nostri sforzi sono stati ripagati”.             

Il sindaco della città pontina nei mesi scorsi era stato protagonista di numerose iniziative per evitare la soppressione del Tar di Latina, ultima delle quali l’invio di una lettera al presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini, e ai componenti del Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa, dichiarando la disponibilità da parte del Comune di Latina di farsi carico del costo annuale per la permanenza del Tar del capoluogo nell’attuale sede.
Questa vicenda testimonia anche che quando le istituzioni si muovono e fanno squadra tutte insieme i risultati si raggiungono anche per il nostro territorio. E’ quello che auspico anche per il futuro. Come ho più volte sottolineato in questi mesi – continua il sindaco - la soppressione del Tar di Latina avrebbe portato gravi conseguenze per la comunità di Latina e dell’intera provincia mentre la sua permanenza risponde a precise esigenze  sotto il profilo sociale, economico e di contiguità con territori ad alta incidenza criminale. Vi è poi la funzione di decongestione che la sede di Latina del TAR svolge rispetto a quella romana, mentre la ipotizzata soppressione avrebbe avuto l’effetto di un inevitabile rallentamento del complessivo sistema della Giustizia Amministrativa nel Lazio, costringendo inoltre i cittadini pontini a limitare di fatto i propri diritti perché i costi a loro carico aumenteranno ulteriormente. Avevo anche fatto rilevare che, con la soppressione della sede di Latina, i costi a carico dello Stato centrale non sarebbero diminuiti: la sede del TAR di Latina è sita in un immobile di proprietà demaniale mentre trasferire i fascicoli frutto di decenni di attività avrebbe costretto il TAR di Roma a prendere in locazione un altro immobile, con le spese per il personale che rimarrebbero immutate.
Sempre nei mesi scorsi ho avuto modo di rappresentare questi elementi al Governo, avviando iniziative con i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, e Parma, Federico Pizzarotti, e con il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, per concordare un’azione comune tra le diverse realtà istituzionali interessate, sollecitando anche una mobilitazione dei parlamentari dei territori interessati in modo da portare la questione all’attenzione diretta del Governo.   
In questi anni la sede staccata del TAR di Latina ha svolto un importante ed efficace lavoro sotto il profilo del confronto giuridico tra cittadino e pubblica amministrazione: sopprimerla avrebbe significato un impoverimento complessivo delle tutele del cittadino nei riguardi delle istituzioni ma anche la perdita di un patrimonio professionale che appartiene alla storia della nostra città”.                     

 

C.S.



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