Al via la mostra Gente di Palude

Pubblicato il: 09-11-13

LATINA (LT) - E\' stata inaugurata questo pomeriggio, Sabato 9 Novembre, alle 18 la mostra dal tema \"Gente di Palude - Storia di Vita Quotidiana\". Il vernissage è liberamente visitabile presso il Palazzo Emme in Corso della Repubblica a Latina sino al 23 novembre. La mostra, sotto l\'attenta direzione scientifica della dottoressa Roberta Sciarretta, è stata fortemente voluta dall\'Assessorato alla Cultura della Provincia di Latina, dalla Regione Lazio e dal Consorzio di Bonifica.

All\'interno del Palazzo Emme è possibile ammirare ben 200 pannelli di grandi dimensioni che vanno dal 1,5x3 ai 100x170 metri e comprendono scene di vita quotidiana e ordinaria all’interno e all’esterno delle prime tipologie abitative della zona, dalle capanne coniche alle cosiddette lestre; un settore della mostra è dedicato alle tipologie di mestieri tipici delle paludi (mignattai, ranocchiari, boscaioli, carbonari, butteri, cacciatori, etc), e l’evoluzione degli stessi nel periodo iniziale della bonifica, quando la manodopera era divenuta necessaria e fondamentale per costruire canali e cominciare il lavoro dei campi;  un’altra ampia sezione è dedicata invece alla malaria, caratteristica di quelle zone; e poi anche alla vita comune, ai momenti di socializzazione, dettati e scanditi dalla religione cattolica.

Il vernissage è stato ideato per rendere omaggio ai pionieri che, a partire dal 1924, iniziarono l\'opera di bonifica della Pianura Pontina mettendo a rischio la loro stessa vita. “È un modo per far conoscere i mestieri di una volta e come i nostri avi sopravvivevano in una delle zone più malsane d’Italia e d’Europa – ha sottolineato l’assessore alla cultura della Provincia Fabio Bianchi-. In questi anni c’è stata la piacevole riscoperta dell’architettura razionalista e del mito delle città di fondazione, ma troppo spesso si è dimenticato l’enorme sacrificio patito dai primi pionieri e dalle genti che già abitavano queste lande desolate e le colline. Il nostro è fondamentalmente un omaggio a chi viveva in condizioni impossibili e che ha permesso col proprio sacrificio ad accogliere la bonifica integrale per trasformare le Paludi Pontine nell’Agro Pontino”.    

Francesco Paris