Us Acli, consegnato a Prandelli il premio Bearzot

Pubblicato il: 18-06-11

BOLOGNA --- E’ stato sicuramente il momento d’aggregazione più importante di tutta l’Assemblea Programmatica dell’UsAcli quello che si è svolto questa mattina all’interno dell’incantevole Salone del Podestà del palazzo di Re Enzo nel cuore di Bologna. All’evento clou del congresso aclista hanno preso parte i maggiori dirigenti del mondo sportivo compreso il cittì della nazionale italiana di calcio, Cesare Prandelli, al quale è stato consegnato il premio Bearzot. L’incontro di oggi è ruotato intorno al tema della violenza dello sport e la discussione è stata coordinata dal giornalista Rai Enrico Varriale.

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La girandola degli interventi è stata aperta da Pietro Gasperini, rappresentante dei tifosi del Bologna: «Attraverso la cultura dello sport si risolve il problema della violenza.Pietro Gasperini La tifoseria del Bologna è da sempre sensibile a questa tematica ed è in prima fila per cercare di risolverlo. Nel mondo del calcio c’è una cultura di demonizzazione del diverso che va assolutamente combattuta. E’ proprio questa ideologia che fa nascere episodi di violenza. La tessera del tifoso, a mio avviso, non è stata la soluzione migliore. Per cercare di contrastare questo fenomeno bisogna dialogare e non reprimere. Ci doveva essere un maggior coinvolgimento di tutti i tifosi quando è stata intrapresa la decisione di creare la tessera. Servirebbero inoltre stadi più sicuri ed appetibili affinchè la domenica le famiglie tornino sugli spalti a seguire le partite».


Il vice presidente dell’Acli, Rizzi, ha sottolineato come il problema della violenza sia trasversale e riguardi aspetti educativi e culturali.


L’intervento più significativo ed applaudito della giornata è stato quello di Don Ciotti, presidente dell’associazione Libera. «Nel nostro paese ci deve essere una nuova etica – ha esordito il sacerdote-. Bisogna assumersi la responsabilità di fronte alla nostra coscienza ed alle nostre azioni. E’ necessario chiedersi, ognuno di noi, cosa può fare per combattere la violenza mettendo anche un freno a questa deriva morale che affligge la società contemporanea. La responsabilità è la spina dorsale della società. La crisi attuale è dovuta ad un deficit etico. L’etica, per me, è ciò che ci rende autentici.» Don CiottiA questo punto Don Ciotti ha sottolineato l’influenza che la nazionale di calcio e Prandelli ha sui giovani e pertanto ha chiesto che la selezione azzurra, un giorno non troppo lontano, possa giocare su un terreno confiscato alla mafia.

 

 


 «Rappresentiamo qualcosa di importante e i nostri comportamenti possono essere un punto di riferimento per questo sposo incondizionatamente l’idea di Don Ciotti». PrandelliCon questa promessa il Ct Cesare Prandelli è intervenuto all’Assemblea dell’UsAcli. «Dobbiamo far avere la forza e la volontà di far crescere il nostro settore con sani principi»  ha spiegato l’ex tecnico della Fiorentina.


AbeteLo sport è lo specchio della società e dobbiamo impedire che venga distrutto. Abbiamo perso l’etica perché ognuno ne ha dato un’interpretazione soggettiva. La tessera del tifoso, nonostante la sua introduzione sia stata accompagnata da grandi polemiche, ha dato dei risultati postivi. Ovviamente questo sistema va migliorato ma bisogna tenere conto che attualmente il tifoso non è più al centro degli introiti di una società di calcio. I supporter oggi rappresentano il patrimonio emozionale di una squadra. Il nostro compito sarà quello di creare le condizioni per  una maggiore libertà e per ripristinare i veri valori. Credo quindi che è doveroso sposare l’idea di Don Ciotti. Accettiamo le sfide quando sono positive, occorre sempre provare ad affrontarle».

 


Petrucci: «Appoggio il pensiero di Don Ciotti ed Abete. Nel mondo sportivo, lo sappiamo, c’è la presenza mafiosa è questa si combatte a colpi di valori ed etica. PetrucciIl calcio italiano è stato capace di vincere 4 mondiali, ma poi arriva lo scandalo legato al calcioscommesse e infanga tutto e tutti. Io dico solo che dobbiamo aspettare: i giudizi è giusto darli alla fine. Tolleranza zero? Io dubito sempre di coloro che si ergono a moralisti - ha aggiunto - Anche perché poi vedi il curriculum e qualche macchia scappa sempre fuori. La Figc fa quello che può. Vorrei inoltre ringraziare il Governo per l’appoggio che ci sta dando e che ci darà per la candidatura ai Giochi Olimpici. Portare un tale evento in Italia sarebbe un volano eccezionale per il rilancio dell’economia».

Infine è stato toccato il tema del ruolo dell’allenatore. Prandelli«Il mister deve essere un educatore quindi si deve appassionare di politica cosi come di altri sport- ha spiegato Petrucci -. Diffidate da chi è settorialista».  «Lavorare con i ragazzi da grandi gioie – ha spiegato Prandellima non sempre è facile. Io spesso controllavo d’andamento scolastico di chi allenavo e se c’erano delle insufficienze il ragazzo in questione saltava qualche allenamento o partita. Quest’ottica non sempre si sposa con i pensieri dei vertici societari. Secondo me ci vorrebbe più coscienza anche da parte dei dirigenti.»

La giornata si è conclusa con la consegna del premio Bearzot a Prandelli e con un ricordo del mitico mister che ha regalato un mondiale all’Italia.

Francesco Paris