Latina, presentazione del libro Le tentazioni di Giovanni

Pubblicato il: 18-02-15

Appuntamento venerdì 20 febbraio alle 18 al bar Mimì in via Eugenio di Savoia a Latina per la presentazione del libro scritto dal giornalista Lidano Grassucci. Interviene Massimo Passamonti. Modera il caporedattore de Il Messaggero Latina, Vittorio Bongiorno

\"Venerdì, 20 febbraio, alle 18, al Bar Mimì, via Eugenio di Savoia a Latina, sarà presentato l\'instant book di Lidano Grassucci “Le tentazioni di Giovanni – Farsa, senza atti, di una città che non ride e le prefiche della politica”. Un libro scritto ed editato in pochissimo tempo seguendo lo spazio degli eventi che hanno caratterizzato la politica e l\'amministrazione comunale di Latina. Intervengono oltre all\'autore, Massimo Passamonti e modera il caporedattore de Il Messaggero di Latina, Vittorio Bongiorno. “Le tentazioni di Giovanni – Farsa, senza atti, di una città che non ride e le prefiche della politica” edito dall’associazione LiberaMente impone una scelta consapevole. La scelta di chi ha voglia di leggere la storia della propria città, della classe politica che la governa sotto una luce diversa, ironica, a volte sprezzante e cinica, ma sempre leale. E’ la storia di una fase, quella attraversata dal Comune di Latina, sulla base delle “non” decisioni del sindaco Giovanni Di Giorgi poste sotto la lente di Lidano Grassucci, giornalista e già autore di alcuni testi sulla storia di Latina e della sua provincia. Non si tratta di un saggio ma di un assaggio dei paradossi su cui il capoluogo di provincia, la seconda città del Lazio vive quasi senza accorgersene. Una città che si trascina nell’inerzia di un’ignoranza, intesa come la non conoscenza dei fatti e del motore che li genera, e sembra accettare passivamente quanto accade come se si verificasse in altro luogo e in altro tempo. Nel saggio tascabile di Lidano Grassucci ad essere piccola non è la crisi ma il popolo, e una parte della classe politica, che la subisce senza mostrare mai l’orgoglio di far sentire la propria voce. La storia di ogni città dovrebbe essere la storia del suo popolo. Ma Latina sembra una città che vive a prescindere da chi la abita e da chi la governa. Una città dove lo spazio, anche quello fisico, viene sottratto nel silenzio assordante del suo popolo. Una città in cui la classe dirigente si rinnega e si autodenuncia senza che il suo popolo si indigni. Una città che ha perso la sfida con il suo futuro e che non trova il coraggio di cambiare, di tenere la schiena dritta e si trascina nelle contraddizioni di chi la governa. Ecco, il saggio di Lidano Grassucci punta a risollevare una lettura critica della quotidianità a far rinascere la voglia di mettersi in gioco di chi la città non dovrebbe solo abitarla ma viverla, costruirla, reinventarla ogni giorno. Una sfida che saprà accettare? Non si sa, in fondo come leggere questo saggio è solo questione di scegliere.

C.S.