Ferentino, mostra di Antonio Poce

Pubblicato il: 09-09-15

Singolare apertura di Ferentino è con la Mostra di opere intermediali di Antonio Poce. L'attesissima manifestazione, ormai alla sua dodicesima edizione, parte Sabato 12 Settembre 2015 alle ore 19.oo presso la Galleria Harpax a Ferentino in viale G. Marconi. L'invito quindi è di visitare la Mostra, che rimarrà aperta fino a Domenica 20 Settembre
Singolare perché Antonio Poce, musicista, si presenta con una personale di opere grafiche dal titolo "Ascoltarte è immaginare. Forme della composizione intermediale". La Mostra sarà introdotta dal prof. Marco Maria Gazzano, docente di Cinema, arti elettroniche e intermediali presso Università degli Studi Roma Tre.
Il catalogo della mostra, che si presenta con una veste originalissima, accattivante e con una sottile vena autoironica, non privo di interventi assai interessanti. Il consueto saggio introduttivo del critico d'arte è stato infatti sostituito da una serie di interventi di amici artisti e persone di cultura invitati dallo stesso Poce. Si leggono quindi riflessioni di Marcello Carlino, Giuseppe Agostini, Elmerindo Fiore, Giovanni Fontana, Tarcisio Tarquini, Luca Salvadori e Sergio Zuccaro.
Una sequenza di contributi che è aperta dallo stesso sindaco Antonio Pompeo, il quale coglie l'occasione per chiarire uno dei tratti più caratterizzanti della sua amministrazione. Idee peraltro sostenute in continuità con la precedente amministrazione Fiorletta, nella quale l'attuale Sindaco ricopriva la carica di Assessore alla Cultura.
"Soprattutto in tempo di crisi, come quello che stiamo vivendo, è fondamentale promuovere l’Arte in tutte le sue espressioni, perché essa rappresenta un grande ponte con la storia. Una corrispondenza che non è virtuale, ma è molto più concreta di quanto non sembri. In una Città come Ferentino è bene tenere in grande considerazione come questa sensibilità ci renda partecipi non soltanto della produzione artistica di oggi, ma espande la nostra coscienza intorno al valore  delle opere del nostro passato, mostrandone i significati più profondi, i quali costituiscono i segni della nostra identità e del nostro patrimonio culturale.
I monumenti di Ferentino ci parlano proprio di questo: di un grande passato e della levatura intellettuale, morale e tecnica degli uomini che li hanno costruiti. Con essi stabiliamo una continuità culturale e una analogia di sentimenti che ci portano ad essere quello che siamo oggi: uomini del nostro tempo appassionati della Città e convinti che il linguaggio dell’arte sia il più idoneo a superare ogni barriera ideologica e a sviluppare ogni forma di convivenza civile".
In questo autentico "evento di apertura" non mancano le sorprese. Scopriamo che non si tratta semplicemente di una mostra di opere grafiche, ma queste sono espressione di una produzione più ampia che comprende la musica e il video. Da qui la definizione di opere "intermediali". Nella sua "autopresentazione" Antonio Poce dichiara infatti: " L'Arte è ascolto, memoria che diviene scrittura. La mia è arte intermediale, integrando codici e sistemi in visioni simultanee: discipline diverse riappacificate (come disse Leonardo) in un unico processo creativo".
E' proprio questo indirizzo estetico, quello "intemediale", che fa dell'opera di Antonio Poce una punta avanzata della ricerca artistica non soltanto locale e nazionale.
Una prassi creativa che egli conduce da ormai oltre venti anni, insieme agli amici-complici di Hermes Intermedia, il gruppo che egli stesso ha fondato nel 1997 (insieme a Giovanni Fontana, Valerio Murat e Giampiero Gemini) e con il quale ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti in campo internazionale. Fra questi spiccano le due presenze alla Biennale di Venezia (nel 2011 e nel 2013) e quella del Centro Pompidou del 2006.
Il segreto delle sue "scritture" è forse meno segreto di quanto si immagini. Lo rivela egli stesso con molta chiarezza: " Pur sensibile alle nuove tecnologie, le mie opere sono innervate dalla tradizione, particolarmente da quella musicale. Un indirizzo estetico conforme ai nostri tempi, perciò disposto alla visione molteplice". E più avanti aggiunge, non senza quel pizzico di vis polemiche che lo ha sempre contraddistinto: " Concepisco l’Arte come gioco civile, che si afferma come luogo straordinario di sintesi e di libertà. Territorio in cui agiscono nuove forme di Bellezza, per natura sfuggenti alla omologazione e resistenti
al crimine diffuso della banalità . Arte che schiva le aberrazioni del senso comune  e rigetta i valori clonati dell’informazione catodica.
Per tutto ciò aderisco, finalmente, alla Celeste Confraternita dei Cavalieri Gaudenti, antichissimo sodalizio della mia Città, per il culto del Bello declinato in ogni senso e forma, per la sapienza audiovisiva e per la diffusione della conoscenza intermediale".
Un catalogo da leggere e da conservare, perché spunto di riflessioni sull'arte, ma anche sulla città di Ferentino. Tra le sue note sparse autobiografiche troviamo infine un’affermazione che sembra riassumere bene il rapporto di Antonio Poce con la sua Città: "Il vissuto personale vorrebbe essere allora il cardo. nel quale confluiscano le visioni della Città secondo canoni congiuntamente estetici, etici ed economici. Sigillo di una nuova storia che rappresenti più fedelmente la pluralità della cultura contemporanea, capace di agire secondo dinamiche veloci e schemi di comunicazione ad alto potenziale simbolico. In definitiva: valori urbani e valori individuali riuniti in una sola, sintetica, identità personale".
Anche per questo il Sindaco Antonio Pompeo, oltre a sostenere l'iniziativa, conclude il suo intervento in catalogo con le seguenti parole: " Ringrazio Antonio Poce per averci offerto ancora una volta l’occasione per riflettere sull’Arte. La qual cosa ci sta molto a cuore perché contribuisce a promuovere la nostra Città nei suoi aspetti migliori".



 

C.S.