Galdiolo: \'\'Decreto sviluppo, un passo importante per la pratica sportiva\'\'

Pubblicato il: 12-09-12

\"Anche lo Sport finalmente è stato inserito nelle linee per lo sviluppo e la crescita del Paese, ma ora venga determinato l\'impegno e il sostegno finanziario con particolare attenzione allo sport di base\". Questo afferma Marco Galdiolo, Presidente Nazionale Usacli, che sottolinea con interesse la scelta del Governo di considerare l\'attività sportiva parte della strategia destinata allo sviluppo del paese, ritenendo le indicazioni contenute nel decreto legge n°83 noto come decreto sviluppo, un passo importante per la pratica sportiva in Italia. \"Benché ancora insufficiente per il contenuto impegno finanziario e per quelle che sono le reali potenzialità del settore sportivo, l\'Unione Sportiva Acli considera interessante la scelta di puntare sul sostegno all\'impiantistica sportiva, vera e propria casa delle società sportive - continua Galdiolo -. Essendo stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva a tutte le età e tra tutti gli strati della popolazione, l\' Unione Sportiva Acli auspica che gli importi del fondo vengano impegnati sentito il territorio e a favore di impianti sportivi di base, piuttosto che per la costruzione di nuovi stadi o palazzetti destinati alla sola attività di vertice, invitando il Governo e le Istituzioni tutte a vigilare affinché, il decreto attuativo di prossima emanazione, volga a favore dello sport di base le risorse messe a disposizione. Considerato lo stallo in cui versa la situazione degli impianti sportivi in Italia, la scelta di non dimenticare ancora una volta l\'attività sportiva e soprattutto di considerarla parte di una strategia destinata allo sviluppo del paese è un passo importante che merita attenzione.\"

DEFIBRILLATORI - Sull’obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatori automatici e altri dispositivi salvavita, è l’Unione sportiva delle Acli ad esprimere un giudizio positivo, sottolineando però la «necessità di trovare le risorse adeguate per realizzare corsi formativi sull’uso e la manutenzione degli strumenti». Anche l’obbligo di “idonea certificazione medica” per chi pratica sport indica «la netta volontà di compiere passi avanti sul piano della prevenzione e della certificazione della salute degli sportivi, ma deve essere accompagnato dalla stessa determinazione a trovare strumenti e risorse perché le spese non ricadano sulle famiglie e sulle società sportive che si reggono sul lavoro dei volontari». «La pratica sportiva – ribadisce l’Unione sportiva Aclinon è un bene di consumo che può essere considerato marginale nella vita delle persone, ma lo strumento più efficace di prevenzione della salute e di inclusione sociale, ad ogni età della vita».

Comunicato Stampa