Oss trionfa al Giro del Veneto.

Pubblicato il: 28-08-10

Il futuro si è fatto presente, l’avvenire si è trasformato in attualità, il domani è diventato oggi. Daniel Oss, 23 anni, trentino, ha vinto il Giro del Veneto, è la sua prima vittoria da professionista, ed è anche un giorno importante per il ciclismo italiano. Non è nata una stella, ma solo perché c’era già, e si aspettava che finalmente potesse splendere con tutta la sua luce. Ci è voluto un temporale, anzi, una tempesta, anzi, un uragano: sotto il diluvio l’impermeabile Oss si è scoperto non solo in testa al gruppo, ma quasi solo, perché dietro di lui una caduta aveva asfaltato il meglio dei velocisti.

LA CORSA --- L’82° edizione del Giro del Veneto in 101 anni di storia è cominciata con una fuga a tre: l’atto di coraggio di Eugenio Loria, scattato al km 20, e l’atto di fede di Tyron Giorgieri e del croato Bruno Radotic, che l’hanno raggiunto al km 26. Massimo vantaggio: 7’20". Poi il gruppo ha cominciato a tirare, la corsa si è fatta su un circuito a Montebelluna con 12 ripetute sulla salita del Mercato Vecchio, una fuga che poteva sembrare buona a una trentina di km dal traguardo (con Oss, Paolini, Gavazzi, Chiarini, Scarponi, Caccia, Pozzovivo, Brambilla, Bertuola, il colombiano Rubiano, lo spagnolo Mate, l’ucraino Starchyk e il tedesco Sinkewitz) si è dissolta, gruppo compatto a -20, quindi la pioggia che si è moltiplicata in diluvio, un attacco di Ballan e Boaro, un altro di Proni e Paolini, infine Oss e il suo compagno di squadra, lo slovacco Peter Sagan, che hanno allungato il gruppo ed evitato l’ecatombe.

I LAZIALI --- I corridori del Lazio si sono resi assoluti protagonisti in corsa. Il migliore è stato Marco Sante Liquori che ha conlcuso al 16°posto (2° dei portacolori del team Flaminia). Proni è giunto 40° mentre Agnoli 42°. Simone Campagnaro ha chiuso la gara in 55°posizione. Nardecchia, dopoa ver lavorato duramente per Alessio Signego, si dovrebbe essere ritirato.

DICHIARAZIONI --- «Aspettavo questo momento da tempo – afferma Oss –. Quest’anno ho più volte sfiorato la vittoria ma mancava sempre qualcosa per riuscirci. Oggi tutto è andato come doveva. Sapevamo che gli ultimi due chilometri di corsa erano pericolosi, sia per il pavè sia per la pioggia battente. Insieme a Sagan abbiamo provato il tutto per tutto ad un chilometro e mezzo dal traguardo e, con un pizzico di incoscienza e fortuna, siamo arrivati in solitaria». La condizione mostrata oggi da Oss sembra quella dei giorni migliori: «Il Tour de France è stato un banco di prova importante e oggi, nonostante le fatiche dell’Eneco Tour, avevo sensazioni molto buone. Mi sento bene e spero di mantenere questa forma anche nelle prossime settimane. Voglio vivere un finale di stagione da protagonista con la Liquigas-Doimo e magari meritarmi una convocazione in azzurro per Melbourne: sognare non costa nulla».  «Dovevo tirare la volata a Belletti - spiega Modolo a fine corsa - ed ero in sesta ruota pronto per iniziare il mio lavoro. A quel punto c'è stato uno scivolone che sono riuscito ad evitare, anche se purtroppo per schivare la caduta ho perso contatto da Oss e Sagan che si sono lanciati verso il traguardo. Mi sono ritrovato da solo ed ho continuato l'azione, poi mi ha ripreso Paolini ai 200 metri, ma avevo una buona gamba e sono riuscito a batterlo in volata». Dopo l'infortunio che lo ha costretto al ritiro dal Giro d'Italia, il classe '87 veneto torna a fare la voce grossa negli ordini d'arrivo: «Sto bene, la condizione è buona, ma anche al Giro di Danimarca nei finali di gara è sempre capitato qualcosa che ha compromesso il risultato. c'è sempre qualcosa che non va. Non che mi lamenti, ma una vittoria vorrei ottenerla da qui a fine stagione». 

Francesco Paris