Lago Laceno, impresa di Pozzovivo

Pubblicato il: 14-05-12

LAGO LACENO - “Non è possibile, non ci posso credere…”. Esordisce così Domenico Pozzovivo dopo la sua splendida vittoria nell’ottava tappa del Giro d’Italia, quella dell’arrivo a Lago Laceno in provincia di Avellino. “E’ dallo scorso autunno che sogno questo momento- ha detto Pozzovivo, 29 anni lucano di Montalbano Jonico-. E si è realizzato come volevo, con una vittoria per distacco. Ancora non ci credo ma ho vinto nel giorno della festa della mamma e questo trionfo lo dedico proprio a mia madre Maria Rossana”.

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Più o meno sette chilometri al traguardo, lo scalatore della Colnago CSF Bardiani prende l’iniziata e fugge verso il suo primo successo al Giro d’Italia: “Ho affiancato Visconti e gli ho detto, adesso parto e ci vediano dopo l’arrivo. Giovanni mi ha sorriso, e dalla sua bocca solo due parole sono uscite: cerca di non portarti nessuno appresso… Così ho fatto e quando ho scollinato il GPM ho capito che avrei realizzato il mio sogno”. Lago Laceno incorona Pozzovivo che in mente ha altri due traguardi importanti in questo Giro d’Italia: “Mi piacerebbe far bene ai Piani dei Resinelli e sullo Stelvio – sottolinea il buon Domenico-. Il Passo dello Stelvio è un po’ casa mia visto che ci passo molto tempo quando non corro. So che mi aspettano e non vorrei deluderli, ma dal dire al fare…”. Grande giornata per Domenico Pozzovivo e la Colnago CSF Bardiani di Bruno e Roberto Reverberi che portano a casa una delle frazioni più attese della corsa rosa, con l’uomo giusto al momento giusto.


QUI LAMPRE - “Tappa insidiosa: la temevo perché veniva dopo una frazione impegnativa come quella di ieri e per il percorso movimentato, elementi ai quali si è aggiunto il caldo. Non ci sono state grandi differenze tra gli uomini di classifica, nessuno ha voluto scoprirsi lungo la salita verso l'arrivo, Lago LacenoPozzovivo ne ha approfittato, vincendo meritatamente la tappa con una bella azione. Proprio per le difficoltà prima elencate, sono soddisfatto per come sono andate le cose”. Questo il pensiero di Scarponi al termine della 8^tappa del Giro d'Italia, la Sulmona-Lago Laceno di 229 km, frazione che ha visto il successo di Pozzovivo, scattato nel tratto centrale della salita di Lago Laceno per un successo in solitaria.

Gli uomini di classifica non si sono mossi, giungendo sul traguardo con un ritardo di 27”, preceduti anche da Intxausti (2° a 23”). Scarponi ha tagliato il traguardo in 15^ posizione, preceduto da Cunego (14°). In ottica classifica generale, da segnalare il 3° posto di Rodriguez il quale, grazie agli 8” di abbuono  è balzato al 2° posto, a 9” dal leader Hesjedal. Scarponi è 12° a 54”, Cunego 15° a 1'14”.

“La corsa è stata dura, complimenti a Pozzovivo, l'unico che è riuscito a fare la differenza – ha commentato Cunego – Mi ha sorpreso la durezza degli ultimi 500 mt di salita prima dello scollinamento, ho tenuto duro e sono riuscito a rimanere con il gruppo dei migliori”.

ORDINE D'ARRIVO
1° Pozzovivo  6h06'05"
2° Intxausti  23"
3° Rodriguez  27"
4° De Gendt  s.t.
14° Cunego  s.t.
15° Scarponi  s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Hesjedal  32h23'25"
2° Rodriguez  9"
3° Tiralongo  15"
4° Kreuziger  352
12° Scarponi  54"
15° Cunego  1'14"

QUI LIQUIGAS - Con una buona performance di squadra la Liquigas-Cannondale chiude il con il sorriso anche secondo giorno di media montagna e aggiunge un nuovo tassello alla sua corsa per la maglia rosa. Nella ottava tappa, da Sulmona a Lago Laceno di 229 km, la formazione guidata dai DS Zanatta e Volpi, ha dettato con Szmyd e Capecchi tempi e velocità sull’ultima ascesa in favore del capitano Ivan Basso e di Damiano Caruso. Il siciliano, grazie al costante forcing dei compagni, è riuscito a staccare Stetina e conquistare la maglia bianca di miglior giovane. Vincitore di giornata è stato Pozzovivo.

Ivan Basso«Abbiamo interpretato la tappa come volevamo – ha spiegato Basso - su un terreno più esigente rispetto a quello di ieri ma pur sempre breve per provare un qualsiasi tipo di allungo o attacco. I miei compagni sono stati bravissimi a tenere l´andatura forte, utile per evitare allunghi pericolosi, per "appesantire" le gambe degli avversari e infine per favorire il nostro giovane Damiano Caruso e portarlo in maglia bianca. Gli faccio i miei perché è un ragazzo con grandi prospettive. Unico neo di giornata, se proprio, l´abbuono di Rodriguez. Archivio comunque la tappa con serenità: le sensazioni sono buone, i miei compagni sono eccezionali e, passo dopo passo, cresciamo».

«Vestire la maglia bianca è una bellissima emozione – ha affermato Caruso –. Se giorni fa mi avessero chiesto di puntarci, avrei detto “magari”. Questa mattina invece sono partito convinto di potercela fare. I compagni che guidavano il gruppo sono stati l’aiuto più grande per fare la selezione e staccare Stetina. Fino a quando ci sarà possibilità di tenere la maglia lotterò, ma l’obiettivo rimane solo e sempre quello di aiutare Ivan: quando la squadra mi chiederà di lavorare per lui sarò in prima fila. Questa esperienza rimane comunque importantissima per me. Mi sento un corridore per corse a tappe e il mio obiettivo è crescere sempre in questa direzione. Oggi ho indossato la maglia bianca, un giorno sogno di indossare quella rosa».

Francesco Paris