Vino si impone a Revel

Pubblicato il: 17-07-10

Come quei libri, e quei film, con un doppio finale. Il primo finale è quello di ieri: Contador che rimorchia Rodriguez e sequestra la vittoria al compagno di squadra Vinokourov. Il secondo finale è quello di oggi: Vinokourov che vince. Come se volesse, potesse, dovesse riprendersi la vittoria mancata, sequestrata, di ieri. Titolo del libro, o del film: "La vendetta". Sembrava una tappa già descritta da un altro libro, e da un altro film: "Tre uomini in fuga". E che uomini: Flecha, lo spagnolo nato in Argentina da lontani parenti italiani, quello che si è dedicato al ciclismo leggendo un libro sulla Parigi-Roubaix, e che sarà poi premiato come il più combattivo della giornata; Chavanel, francese di origini francesi, che qui ha già vinto due tappe; e Fedrigo, francese di origini italiane, che qui ha già vinto due tappe, ma non in questo Tour. Rullano, i tre, e guadagnano un margine di quasi sicurezza. Quasi. Perché il gruppo non ci sta, insegue e a 9,8 chilometri dal traguardo li acciuffa. Ricomincia la corsa. E di mezzo c’è la salita di St. Ferreol: un paio di chilometri al 6%. Il primo che si stacca è Armstrong, ma da dietro. Il secondo è Ballan, dal davanti. Viene inseguito da Cunego, Roche, Barredo, poi LL Sanchez e "Vino". In cima Ballan ci arriva, ma esausto. "Vino" lo sorpassa, prosegue e vince. La volata per il secondo posto viene conquistata da Cavendish, quella per la maglia verde da Petacchi, terzo, su Hushovd, ottavo. Vinokourov è una maschera:"Ieri sera mio figlio mi ha chiesto come mai non fossi riuscito a vincere. Gli ho risposto che così è, così è il ciclismo, così è la vita. Ripensandoci, quello di ieri era un finale difficile, complicato, a tutta, con Schleck che mollava e Contador che attaccava, e in ballo c’era la maglia gialla. Oggi ero stanco di gambe, ma non di testa, conoscevo molto bene la salita finale, ed è una bellissima vittoria dopo la delusione di ieri. Sto dimostrando che ho lavorato duro, che si può vincere solo a forza di gambe. Questo è uno dei più bei giorni della mia carriera, ogni vittoria al Tour è speciale, quando ero dilettante si diceva che vincere una tappa al Tour era come vincere un campionato del mondo. Sono contento per me, per la mia famiglia, per la squadra e per il mio Paese, perché tutta la gente del Kazakistan già ieri si aspettava una vittoria".

Gazzetta.it