Inserito il 08/05/2026
FROSINONE – Il "Benito Stirpe" esplode in un boato gialloazzurro che sa di liberazione e orgoglio. Con un perentorio 5-0 rifilato al Mantova nell'ultima giornata, il Frosinone conquista ufficialmente la sua quarta storica promozione in Serie A, tornando nel massimo campionato dopo soli due anni di assenza.
È il trionfo della programmazione e della linea verde, un capolavoro firmato dal presidente Maurizio Stirpe e dal tecnico Massimiliano Alvini, capace di trasformare una stagione nata tra le incertezze in una cavalcata trionfale.
Dalla paura alla gloria
Solo un anno fa, il Frosinone guardava con ansia l'incubo dei playout, evitati solo grazie alle vicissitudini del Brescia. Oggi la prospettiva è ribaltata: un secondo posto conquistato con le unghie e con i denti davanti a corazzate come il Monza. Il sorpasso decisivo è arrivato nello sprint finale: dopo il successo contro la Juve Stabia, i ciociari hanno approfittato del passo falso del Monza contro il Mantova, per poi chiudere i conti proprio contro i lombardi in un'ultima giornata senza storia.
Il modello Stirpe: giovani e sostenibili
I numeri raccontano un'impresa che va oltre il campo. Il Frosinone è la squadra più giovane della Serie B con un'età media di 23,4 anni. Il DS Castagnini ha costruito questo giocattolo perfetto investendo 40,8 milioni di euro: una cifra significativa, ma decisamente inferiore ai 64 milioni del Venezia o ai 46 del Monza. In un calcio dominato da fondi stranieri, il club giallazzurro resta l'unica realtà tra le prime quattro della classe a battere bandiera italiana, sotto la guida della famiglia Stirpe da oltre vent'anni.
I protagonisti del miracolo
In campo, la scena è tutta per Rachid Ghedjemis. L'attaccante, che prima di quest'anno non aveva mai raggiunto la doppia cifra, è esploso sotto la gestione Alvini mettendo a segno 15 gol pesantissimi. Accanto a lui, la qualità di Giacomo Calò, leader degli assist, ha garantito fluidità a una manovra che ha prodotto ben due strisce da 14 risultati utili consecutivi.
Per Massimiliano Alvini si tratta di una rivincita dolcissima. Dopo la retrocessione subita a Cosenza, l'allenatore di Fucecchio ha saputo valorizzare ogni elemento della rosa, dimostrando che con il lavoro e la continuità si possono abbattere anche i pronostici più difficili.
Il Frosinone torna in Serie A dalla porta principale, portando con sé l'entusiasmo di una provincia intera e la consapevolezza di aver creato un modello sportivo che fa scuola. La "Manita" al Mantova non è solo un risultato, è il manifesto di una promozione strameritata.
Francesco Paris
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