Latina, Iannucelli presenta il libro sulle Terme di Fogliano

Pubblicato il: 23-03-15

Si terrà mercoledì 25 marzo, alle ore 18, presso la sala conferenze del Circolo Cittadino, a Latina, in piazza del Popolo 1, la presentazione del libro di Paolo Iannuccelli:Terme di Fogliano. 1955, quando funzionavano”. Un libro nel quale si racconta una parte di storia della città di Latina a molti sconosciuta.
Così Omero Marchetti ricorda l’esperienza delle terme: “Nel 1981 convincemmo il Comune di Latina a rilevare la società Terme di Fogliano ed avviammo un progetto per lo stabilimento termale, che doveva nascere in funzione delle caratteristiche dell’acqua. Avevamo le analisi delle acque di Fogliano e girammo i migliori stabilimenti d’Italia, ma andammo anche in Francia, Germania, Austria e Svizzera per portare le analisi. La gente sorrideva: “Non è possibile – dicevano – questa acqua è inventata”. In nessuna parte del Mondo c’è un’acqua di questo tipo, salsobromoiodica al alto contenuto solfidimetrico, che emerge (ad una temperatura di 57 gradi) naturalmente da una falda, che è protetta da ogni forma di contaminazione. Non è necessario né scavare né pompare perché ha una pressione altissima. Una volta che questi pozzi si stapparono, infatti, uscirono flussi di acqua che appestarono tutto il capoluogo con il loro odore. Riuscimmo a convincere il Sindaco per fare un nuovo scavo e affidammo le analisi all’università La Sapienza, che ci confermò i dati precedenti. Andai di persona a parlare con i medici di altri centri termali italiani, che mi dissero testuali parole: “Mi spiace per voi ma spero che questa cosa non si faccia mai. Se voi sarete in grado di mettere in atto questo servizio, noi non potremmo competere”. Sempre con una premessa, quasi una costante: “Sempre che quest’acqua esista davvero”. Costruimmo un protocollo sanitario e provammo a buttare giù un progetto dello stabilimento termale. Avevamo bisogno di accoppiare una eccellenza terapeutica in senso medico con un istituto universitario che certificasse la validità delle acque e lo trovammo nell’Università La Sapienza. Facemmo un progetto e lo presentammo alla Regione Lazio. Era cantierabile e l’Ente decise di stanziare 19miliardi di lire. Insomma, eravamo pronti: avevamo un progetto e il finanziamento. Il Comune, a quel punto, ritenne opportuno coinvolgere la società Condotte, che vantava una maggiore esperienza nella gestione, grazie alla quale si sarebbero potuti formare anche gli operatori, dai fanghieri alle infermiere. Da lì, però, nacquero gli ostacoli affinchè il progetto andasse in porto. Ci sono state negli anni una serie di vicissitudini, che hanno portato ad un nulla di fatto”.

C.S.