Orgoglioso di essere di Latina: città aperta per DNA

by Francesco Paris


Inserito il 19/11/2022 - Location: Latina, Fontana della Palla


Orgoglioso di essere di Latina: città aperta per DNA

Un articolo dovrebbe iniziare con attacco che sia funzionale ad introdurre il lettore sulla notizia che si sta per comunicare. Qui invece non vi dirò nulla di cosa intendo raccontarvi per invogliarvi o obbligarvi a leggere sino all’ultima di queste righe. Probabilmente, quanto leggerete, non è nemmeno un editoriale, credo che se si volesse dare una categorizzazione a questo pezzo, esso rientrerebbe di diritto in quella degli “sfoghi”.
Ultimamente sono stanco di sentire frasi del tipo: “Sei di Latina, l’ex Littoria, sarete contenti della vittoria della Meloni”, “A Latina sono tutti fascisti ed hanno un mentalità molto particolare e chiusa”.
Lo voglio ribadire a chiare lettere: sono orgoglioso di essere di Latina. Ora, dopo questa assunzione, vorrei definitivamente sfatare alcuni falsi miti. Si, è vero, la mia città è stata fondata durante il ventennio, che male c’è? Ripercorrendo la storia precedente alla bonifica, dove oggi sorge Latina c’era il dominio incontrastato delle zanzare anofele. Immaginate di essere un viaggiatore, ante bonifica, che da Roma doveva dirigersi verso sud. Avreste dovuto attraversare luoghi chiamati “Pantani d’inferno”, “Piscina della Tomba”, “Pantano della Morte” e, stando ai nomi, non credo siano state zone molto accoglienti. Se il nostro viaggiatore avesse superato indenne la palude, dopo Terracina avrebbe dovuto fare i conti con i briganti che imperversavano nei pressi di Itri.
Nel corso del ventennio, la necessità di avere nuove terre da coltivare, è stato uno dei driver principali che ha dato l’impulso a estirpare definitivamente la palude dal nostro territorio. Il processo di bonifica è stato un opera grandiosa sotto il punto di vista dell’ingegneria idraulica ma è stato anche il frutto di grandi sacrifici umani. Pochi sanno che dal 1927, anno di inizio dei lavori per prosciugare dagli acquitrini l’Agro Pontino, le Opere ed i Consorzi di Bonifica richiesero circa centocinquantamila uomini. Non esistono dati certi sul numero di morti ma si stima tuttavia che perì per malaria circa il 10% della forza lavoro impiegata. Tra l’altro le condizioni di lavoro non erano certo incoraggianti. Ci sono documenti che attestano come molti operai scapparono prima del termine del contratto. Per sanare il territorio furono realizzate 18 grandi idrovore, costruiti o riattivati 16165 chilometri di canali, aperti 1360 chilometri di strade, edificate 3.040 case coloniche e perforati 4500 pozzi freatici o artesiani. 
Per lavorare il terreno strappato alla palude, nel territorio pontino, arrivarono oltre 60mila coloni veneti, friulani, emiliani che si unirono poi alle popolazioni lepine e ciociare. Negli anni del boom economico a Latina giunsero molti napoletani e calabresi. Ora, in un città popolata da abitanti in cui è difficile identificare una origine esatta, come è possibile che ci sia una mentalità chiusa? Latina è per definizione una città che ha accolto ed una città che è stata costruita e popolata da persone di culture diverse ha nel suo DNA il gene dell’accoglienza. E’ anche falsa l’associazione cittadino di Latina - elettore di estrema destra. Le ultime tornate elettorali lo dimostrano: nel capoluogo pontino si sono alternati Sindaci di diverse provenienze politiche (basti pensare all’avventura del dott. Damiano Coletta). Gli elettori di Latina, forse perché si sta formando finalmente un grande sentimento di comunità, premiano chi ha intenzione di potenziare i servizi e le infrastrutture. Iniziano sempre più ad essere chiare le potenzialità inespresse del territorio ed i prossimi anni, grazie anche ai fondi del PNRR, ci potrebbero essere grandi opportunità per il nostro Comune. 
Quindi, per concludere, chi storce il naso quando sente che una persona è di Latina probabilmente lo fa perché è invidioso. In effetti non capita tutti i giorni di nascere in una città che è vicinissima al mare, protetta da colline dense di storia, con strade larghe (anche se ahimè, con tante buche) ed un clima invidiabile. Non assillatevi troppo però, siamo pronti ad accogliervi e farvi conoscere tutte le bellezze del nostro territorio. 

Francesco Paris


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