Simeoni:\"Ora si sapra\' la verita\' su Lance\"

Pubblicato il: 28-07-10

Tutti contro Lance Armstrong. Anche Filippo Simeoni, ex campione italiano nella prova in linea, che confessò di aver comprato sostanze dopanti dal suo medico, lo stesso che seguiva Armstrong. Nel 2004, in una tappa del Tour de France, provò a riportarsi in fuga, ma Armstrong stesso lo raggiunse, intimandogli di fermarsi.Nell'inchiesta - una delle tante tra il 1999 e il 2006 - venne coinvolto il medico italiano Michele Ferrari (ex US Postal) per frode sportiva e doping, a causa delle durissime accuse di Simeoni (che ammise l'uso indiscriminato di Epo e testosterone sotto consiglio del medico)."Ho fiducia - dice Simeoni - che tutto sarà chiarito riguardo a questo personaggio attorno al quale finora ci sono state soltanto chiacchiere e mai una prova per incriminarlo. Sospetti tanti ma di concreto poco o nulla. Io - spiega - non ho mai lanciato accuse contro di lui ma raccontai onestamente cosa accadeva e cioè che il mio medico mi consigliava sostanze dopanti per migliorare le mie prestazioni. Poi - aggiunge il corridore lombardo - le voci venivano alimentate dalla stampa, alimentate dallo stesso Armstrong".Simeoni ricorda infatti un episodio in particolare: quando Armstrong si è rifiutato di considerare validi i test retroattivi che furono effettuati su di lui . Nel 1999 non esisteva ancora un metodo per scoprire l'uso di Epo. Il test fu pronto solo dal 2000 e, successivamente, per saggiarne le capacità, furono effettuate analisi retroattive su campioni biologici - congelati - di qualche anno prima. "Da questi test - come spiega Simeoni - sarebbe risultato che Armstrong, in occasione del suo primo Tour, faceva uso di Epo. In sei provette furono trovate tracce della sostanza dopante. Sono fiducioso - ammette Simeoni - che si arrivi ad una svolta, a qualcosa di tangibile. Io come uomo lo rispetto per la sua storia, per aver sconfitto la malattia, per incarnare una specie di favola moderna. Ma non si può più credere alle favole. Bisogna sapere la verità".

Repubblica.it